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13 ott

Roma, “alleggeriti” conti correnti di tre anziane: direttrice di banca a processo per furto

L’accusa è di essersi intascata 11 mila euro provenienti da tre conti correnti “dormienti”, appartenenti a tre anziane signore che non li movimentavano da anni. È finita a processo per furto pluriaggravato e calunnia l’ex direttrice di una grossa filiale della banca Unicredit nel quartiere Tuscolano.

La dirigente, successivamente allontanata dall’istituto bancario, è accusata di aver rubato dai conti correnti nel più semplice dei modi: falsificando nei moduli di prelievo le firme delle signore e poi facendo eseguire a un’ignara cassiera le tre operazioni. Per mettere in atto il furto, inoltre, avrebbe messo in piedi un vero e proprio teatrino, fingendo con la collega che le stesse clienti fossero presenti: “Mi faccia queste operazioni per favore, le clienti sono di là, mi hanno firmato il modulo per prelevare”.

Un raggiro in piena regola quello architettato dalla donna, difesa dall’avvocato Antonello Madeo. La manager, però, dovrà difendersi anche dall’accusa di calunnia, come contestato dal pm Attilio Pisani. Durante le indagini, risalenti al 2012, il magistrato, in un primo momento, si era convinto che fosse la cassiera, parte civile nel processo e assistita dall’avvocato Giuseppe Marazzita, l’autrice degli ammanchi.

E la direttrice, sentita dagli investigatori, aveva confermato tutto: ovvero che quei prelievi li avesse compiuti proprio l’impiegata. Tutto falso. Cassiera archiviata, anche se con la beffa di essere stata licenziata comunque per negligenza. E manager indagata.

Ora, spetterà al giudice Salvatore Iulia decidere sulla colpevolezza dell’ex quadro. Fra gli elementi a suo carico c’è una consulenza grafologica della procura, che accomuna le firme fasulle delle clienti con la sua. E mentre l’imputata continua a professarsi innocente, la scorsa settimana in tribunale hanno testimoniato le anziane signore: “Non andavo in banca da anni. Poi tutto d’un tratto mi sono

ritrovata i prelievi”, ha dichiarato una cliente. “Pensi un po’ signor giudice, sono andata a protestare in filiale ed è stata proprio la direttrice a dirmi di andare a sporgere querela, quasi non ci credo”, ha aggiunto un’altra. La prossima udienza saranno sentiti i colleghi della donna. Qualcuno, sentito come testimone dagli inquirenti nel corso delle indagini, aveva raccontato di un altro ammanco, su cui però non sono stati trovati elementi.

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