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5 mag

Roma, all’Olimpico lunedì 8 “L’aria della libertà”

“Nella gita si è riso e siamo stati allegri. Ma sotto l’allegria, malinconia, più pungente in primavera, in queste bellissime campagne toscane. L’assillo che rode dentro è mordente e affannoso fino alle lacrime. Chi riuscirà ad esprimere la tragedia della nostra generazione?”. Sono parole di Piero Calamandrei, giurista e uomo politico tra i padri della nostra Costituzione, che si riferiscono a uno dei tanti momenti della sua vita privata, le gite domenicali fatte fra gli anni ’30 e ’40 insieme a un gruppo di amici in piccoli centri e paesi fuori mano, in cui però è sempre presente il riflesso della storia. Anche perché quegli amici, letterati e intellettuali antifascisti, si chiamavano Nello Rosselli, Attilio Momigliano, Luigi Russo, Pietro Pancrazi, Alessandro Levi, Guido Calogero, Manara Valmigli.

La meglio gioventù di quegli anni e i suoi ideali di libertà, immortalati in una serie di fotografie custodite nella biblioteca civica di Montepulciano, alle quali si sono ispirati il giornalista Nino Criscenti e Tomaso Montanari, storico dell’arte e scrittore, per uno spettacolo dal titolo “L’aria della libertà – L’Italia di Piero Calamandrei”, che lunedì 8 al Teatro Olimpico conclude la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana (ore 21).

Partendo da quelle istantanee e con l’ausilio di frammenti epistolari e diaristici, in scena Montanari si propone di ricomporre l’unità tra il Calamandrei privato e quello “ufficiale”, che emerge per esempio dal discorso con cui il 15 settembre, da rettore, riaprì l’Università di Firenze.

“Parole centrate sul valore civile della cultura, e soprattutto su quello del paesaggio e dell’arte”, spiega Montanari. “”L’Italia ha ancora qualcosa da dire”, si intitola quel discorso. L’Italia ha ancora qualcosa da fare, oggi: attuare tanta parte della Costituzione ancora incompiuta. A partire dall’articolo 9, e dalla tutela di un territorio e di un patrimonio culturale massacrati. Chissà che l’aria della libertà che appassionava Piero Calamandrei non ce ne faccia venire, finalmente, la voglia”.

Nelle fotografie si riconoscono anche Benedetto Croce e Leone Ginzburg, e commuove vedere Nello Rosselli nella sua ultima passeggiata domenicale, poche settimane prima di venire

assassinato insieme al fratello Carlo. A integrare la narrazione, immagini d’archivio, spezzoni di cinegiornali e musiche di Casella, Hindemith, Messiaen, Shostakovich e Stravinskij eseguite da Luca Cipriano al clarinetto, Marco Serino al violino, Valeriano Taddeo al violoncello e Marco Scolastra al pianoforte.

(Teatro Olimpico piazza Gentile da Fabriano 17- lunedì 8 maggio ore 21 – Biglietti da 20 a 30 euro, info06.3265911)