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2 mag

Roma, altri cinque ragazzini nella rete del pr pedofilo: “Cinquecento euro per i video hard”

Il gancio erano per lo più altri ragazzini con cui era già entrato in confidenza. Giovanissimi a cui aveva promesso e dato denaro in cambio di rapporti sessuali o anche soldi perché facessero dei video da sé e poi glieli inviassero. La rete di Claudio Nucci, un tempo pr e oggi agente immobiliare, si stava allargando a macchia d’olio prima che a metà marzo scattassero le manette. A dirlo sono le carte dell’inchiesta sfociata nel giudizio immediato nei confronti di Nucci per aver indotto a prostituirsi due minorenni e aver spinto un terzo a farsi un filmato hot. Oggi, l’ex pr, difeso dagli avvocati Gianluca De Bonis e Gianluca Bambara siederà davanti al gup e al pm Eugenio Albamonte per difendersi dalle accuse di induzione alla prostituzione minorile e pornografia minorile. Ma almeno altri cinque giovanissimi, dai 15 ai 19 anni, sarebbero entrati nella rete di quell’uomo che “all’inizio era gentile”, ma che poi aveva solo intenzione di sfruttarli.

Per alcuni di loro è stato anche solo un tentativo di approccio, per lo più via Whatsapp o Facebook, per altri, due neomaggiorenni, la conoscenza si è spinta oltre. D’altra parte la voce su quell’uomo si era già sparsa da tempo: “Un amico mi aveva detto che Claudio poteva dare dei soldi per fare determinate cose: foto e video di nudo in cambio di denaro – ha raccontato un 18enne agli agenti della sezione di polizia di piazzale Clodio – il mio amico aggiunse anche che aveva sentito altre persone che erano andate con Claudio per avere rapporti sessuali per soldi”. Gli incontri, riscontrati, avvenivano nelle diverse case di cui l’uomo aveva la disponibilità, a volte in macchina. “Ci siamo incontrati al bar Euclide di via Vigna Clara poi siamo saliti in macchina, siamo andati in una casa non arredata dove c’era solo un divano ed un tavolino, in zona Fleming, un appartamentino in una palazzina. La sua casa stava al piano terra verso destra e Claudio mi ha detto che quella era una delle sue case che lui affitta – ha spiegato il 18enne – si vedeva che conosceva quella casa. Dentro era tutto buio, io sono entrato. Verso sinistra c’è un piccolo corridoio, poi un soggiorno più grande vuoto, poi due stanze: una dove non sono entrato ed un’altra in cui c’era un divano, un tavolino ed un comò. Non abbiamo mai acceso la luce”.

Che l’attività di Nucci fosse risaputa lo ha ribadito anche un altro minorenne: “Ho sentito parlare di Claudio per la prima volta nell’estate del 2015. Un mio amico mi aveva detto che lo pagava per andare a letto con delle ragazze davanti a lui. Quando gli ho dato l’amicizia pensavo fosse un’altra persona. Poi ho capito che si trattava di Claudio e sapevo cosa faceva. Lui mi ha detto: ‘Mi raccomando massima riservatezza’. Quando gli ho detto la mia età mi ha risposto: ‘Che bello, quanto sei cucciolo'”. L’agente immobiliare sapeva come convincere i ragazzi che riusciva a intercettare, con soldi facile e

l’illusione di un mondo scintillante, come in una telefonata con un minorenne dello scorso dicembre: “Io ho le mie aziende a Palermo ma posseggo delle società anche a Milano. Adesso poi registro il tuo nome su Whatsapp. Mi mandi un po’ di tue foto sexy… Rimanga tutto fra te e me. Mandami la tua carta pay. Oppure ti mando 500 euro”. Ma quando invece qualche ragazzino chiedeva altri soldi li, l’ex pr minacciava di raccontare tutto ai loro genitori.

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