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8 dic

Roma, annullata squalifica a Strootman. Ci sarà contro Milan e Juve

ROMA – La Corte sportiva d’appello chiude il terzo tempo del derby di domenica. Con una decisione a sorpresa: Kevin Strootman giocherà i due big match contro Milan e Juventus. Il tribunale della Figc ha infatti accolto il ricorso della Roma sulla squalifica dell’olandese, cancellando le due giornate di stop per i fatti del derby. Secondo la corte, “non può escludersi che sulla caduta a terra del calciatore Strootman abbia inciso la condotta del calciatore Cataldi consistita nella trattenuta della maglia del primo”, trattenuta tra l’altro vista dall’arbitro, che infatti ha espulso il laziale. In più, spiega ancora, “questa Corte non può entrare nel merito della sussistenza del rapporto tra causa ed effetto in un determinato episodio simulatorio”. Insomma, non può essere un giudice – guardando le immagini tv – a dire se fosse sufficiente il gesto di Cataldi per causare la caduta del romanista. Felicissimo il presidente giallorosso James Pallotta: “Baldissoni e Gandini hanno fatto un grande lavoro. Apprezzo molto l’apertura mentale che ha dimostrato di avere la corte”.

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Le motivazioni del pronunciamento, accogliendo pienamente la linea difensiva (che aveva puntato proprio sull’impossibilità di quantificare l’intensità del gesto subito da Strootman, delinea i contorni della norma: “Questa Corte – spiega – esaminati gli atti, intende precisare che, in linea di principio, in tutti i casi di condotta simulatoria l’arbitro vede il fatto ma non percepisce, invece, la simulazione. In altre parole, quando l’art. 35.1.3. parla di “fatti non visti dall’arbitro che, di conseguenza, non ha potuto prendere decisioni al riguardo” si riferisce, con riferimento alle condotte simulatorie, alla simulazione stessa e non all’evento. Pertanto, in linea astratta, il mezzo della Prova Televisiva è sempre ammissibile laddove l’arbitro abbia visto un determinato fatto ma non abbia percepito la simulazione. Tuttavia, la norma federale in questione pretende che la simulazione abbia il carattere dell’evidenza, nel senso che la condotta simulatoria del calciatore non sia stata, in alcun modo, determinata dal comportamento di un avversario. Nel caso che ci occupa, non può, invece, escludersi che sulla caduta a terra del calciatore Strootman abbia inciso la condotta del calciatore Cataldi consistita nella trattenuta della maglia del primo, comportamento, quest’ultimo, valutato dal Giudice Sportivo come “uno dei presupposti comunque incidenti che hanno portato l’arbitro ad adottare il provvedimento di espulsione del Cataldi”. Peraltro, come correttamente evidenziato dalla Società ricorrente, questa Corte non può entrare nel merito della sussistenza del rapporto tra causa ed effetto in un determinato episodio simulatorio”. Eppure nel dibattimento mattutino, la Procura federale aveva comunque provato a difendere l’utilizzo della prova televisiva: la prima vera sconfitta per il procuratore Pecoraro e per il Giudice sportivo Mastrandrea (curiosamente, l’uomo che presiedeva la corte sportiva d’appello fino a agosto).

Una sentenza auspicata già dalla mattinata dal dg della Roma, Mauro Baldissoni, che al termine dell’udienza s’era lasciato andare a un pensiero fin troppo esplicito, parlando di una squalifica che “mette a rischio la regolarità del campionato”. “Riteniamo – aveva spiegato – che non ci fosse accesso alla prova tv per un caso del genere, c’è un’interpretazione un po’ estensiva e a noi queste estensioni della giustizia sportiva preoccupano sempre perché vanno a mettere in discussione la certezza delle regole e del diritto, presupposto fondamentale in una competizione sportiva. Andare ad immaginare una norma pensata per una simulazione evidente di fronte ad un caso di simulazione parziale apre nuovi fronti. E ogni nuova frontiera che mette in dubbio la solidità dell’impianto sportivo esistente pone a rischio la regolarità del campionato e gli interessi di tutti”.

Baldissoni aveva poi risposto anche al collega della Juventus, Marotta. “Ha detto che ho parlato da tifoso in merito a questo caso? Ha detto cose giuste perché sicuramente io sono un tifoso e anche abbastanza orgoglioso di esserlo. Ha anche detto che Gandini è serio, preparato e competente, e lo è assolutamente – le parole del dg giallorosso -. Mi ha anche suggerito di confrontarmi con lui, ma in realtà già lo faccio tutti i giorni visto che lavoriamo insieme e pensavamo che questo Marotta lo sapesse. Detto questo è evidente che se parla Baldissoni o Gandini non c’è differenza perché è la Roma a parlare”. “Marotta poi, che è un grande e bravissimo dirigente, sa perfettamente quanto è importante che le motivazioni discutibili che sono alla base di questa squalifica non passino al vaglio della Corte perché sa che è un interesse di tutti mantenere la certezza del diritto – conclude Baldissoni -, e infatti è d’accordo con noi sui presupposti del ricorso. Pessimismo e ottimismo non sono categorie che si applicano, abbiamo parlato di temi giuridici e immaginiamo che vengano valutati per quello che sono dalla Corte, composta da giudici competenti”.

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