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30 giu

Roma, appalti nei campi rom: le foto delle mazzette ai funzionari del Comune. Accuse al dem D’Ausilio

Ci sono anche le foto ad incastrare i loschi affari del re delle bonifiche Roberto Chierici. Immagini che ritraggono il passaggio di denaro all’interno dell’ufficio Rom, sinti e camminanti tra lui e la funzionaria del dipartimento Politiche sociali Emanuela Salvatori. Ma l’obiettivo degli investigatori immortala anche l’imprenditore a caccia di microspie negli uffici del Comune. Una “squadra vincente” legata dalla stessa appartenenza politica. Capace di far assegnare lavori per centinaia di migliaia di euro in favore di un solo imprenditore e di “estromettere” le persone che potevano dare fastidio alla realizzazione di questo piano.

Ma un contributo importante ai “traffici illeciti” di Roberto Chierici arriva anche dall’ex capogruppo Pd al Comune Francesco D’Ausilio: è lui che interviene personalmente, e tramite il suo capo staff Calogero Salvatore Nucera, per far rimuovere in Comune persone sgradite alla “squadra” e per far smuovere i pagamenti bloccati in Ragioneria. Ne sono convinti gli inquirenti che indagano sulla maxi inchiesta sul giro di tangenti all’interno del dipartimento Politiche sociali del Comune. È in una delle informative del fascicolo dei pm De Santis, Golfieri, Lasperanza e Tescaroli che prendono forma i contorni della “squadra vincente”: un gruppo il cui unico obiettivo è favorire Chierici nell’assegnazione dei lavori, in barba all’interesse pubblico. Componenti, oltre D’Ausilio, Nucera e la Salvatori, è anche l’ex direttore del dipartimento Isabella Cozza: “Legati tra loro per l’appartenenza alla stessa compagine politica e nel cui ambito appare essere maturato uno scambievole interesse “politico-economico” fatto di utilità, dare-avere, nomine e trasferimento di “dirigenti rivali””.

A immortalare la Salvatori, all’interno del suo ufficio, mentre apre la borsetta che verrà riempita di denaro, sono le telecamere nascoste dei carabinieri della Compagnia Eur. È Chierici, che si prodiga anche per eliminare le microspie quando avevano capito di avere gli inquirenti sulle loro tracce, a dare le bustarelle. Ed è sempre lui ad incontrare D’Ausilio e Nucera, in una serie di colazioni al bar. A scriverlo sono gli stessi carabinieri: “E’ stato accertato analogamente che prima di ogni incontro, solitamente per prendere un ‘caffè’ Chierici prelevava denaro contante dalle banche dove intrattiene i rapporti, per somme tra 4mila e 20 mila euro”.

È il politico Oscar Tortosa, consigliere regionale del Psi fino al 2015, l’artefice dell’incontro tra D’Ausilio e Chierici: “Chierici tramite Tortosa, si rivolge a D’Ausilio affinché lo favorisca nello sblocco di alcune pratiche per dei lavori nei campi nomadi e per l’assegnazione di nuovi lavori”, scrivono i carabinieri. Un rapporto stretto quello tra l’ex consigliere

regionale e Chierici. Il 16 dicembre 2013 sono al telefono, intercettati dai carabinieri: “Chierici chiama Tortosa e gli dice se può mandare alle ore 17 qualcuno presso il suo ufficio per prendere i cesti natalizi. Poi gli domanda se gli occorrano anche una cinquantina di panettoni”. La risposta di Tortosa è affermativa. Tre giorni prima l’esponente socialista aveva organizzato un pranzo a tre vicino a piazza Venezia, tra lui, l’imprenditore e D’Ausilio.

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