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27 mar

Roma, appena entrati in servizio e subito rimasti in panne. Il flop dei “nuovi” filobus

Neanche un giorno di servizio: tra guasti alla centralina e motori surriscaldati, i filobus inaugurati ieri a Tor Pagnotta dalla sindaca Raggi presentano problemi di affidabilità e sicurezza. D’altronde gli autisti Atac lo avevano detto a Repubblica: la linea elettrica inizia solo a Porta Pia e i filobus, che partono e rientrano a Tor Pagnotta, sono costretti a circolare come normali autobus a gasolio, mettendo a repentaglio l’incolumità di passeggeri e lavoratori.

Così è stato già dal primo giorno di servizio: su 15 vetture, almeno quattro si sono fermate e hanno fatto rientro in deposito. I problemi si sono verificati nelle zone di Porta Pia e via Nazionale, nella parte non coperta dalla linea elettrica: una vettura ha accusato problemi di surriscaldamento al motore, due hanno avuto noie alla centralina e al sistema di chiusura delle porte e infine in una vettura è scattato l’allarme di dispersione di corrente: l’autista si è prontamente fermato per precauzione e il bus è stato rimorchiato in deposito.

Tutto questo dopo che in mattinata la sindaca Raggi, l’assessore capitolino alla mobilità Linda Meleo e l’amministratore di Atac Manuel Fantasia avevano dato il via al servizio: “Siamo sulla strada giusta – aveva detto la Raggi – vogliamo aiutare i cittadini a spostarsi con mezzi che funzionano e aiutare gli autisti ad avere migliori condizioni di guida e di lavoro”.

Eppure nei giorni scorsi i dipendenti Atac erano stati chiari: le vetture non sono sicure e persino in fase di collaudo avevano presentato problemi di affidabilità, si legge in una lettera indirizzata alla dirigenza e al sindaco. “C’è improvvisazione operativa – scrivono i lavoratori Atac – ci auguriamo di non assistere all’ennesimo flop”: il bilancio del primo giorno parla di 4 vetture già in disuso, per gli altri giorni si vedrà. Ma oltre il danno, c’è la beffa: la manutenzione dei filobus è affidata alla Breda Menarini ma, secondo i sindacati, il servizio dovrebbe partire solo fra un mese. In sostanza le vetture che ieri si sono rotte rimarranno ferme in deposito a Tor Pagnotta e non è chiaro se l’azienda potrà riutilizzarle, anche perché non dispone di tecnici specializzati per la riparazione di filobus di ultima generazione.

“Queste vetture fanno parte della fornitura di Bredamenarini a Roma Metropolitane – spiega Riccardo Magi, segretario nazionale dei Radicali – chiediamo alla sindaca di spiegare come è avvenuto il passaggio ad Atac e chi dovrà farsi carico della manutenzione che pure è compresa nel contratto con il costruttore “.

Il caso rischia di diventare solo l’ennesima crisi di un trasporto pubblico che negli ultimi mesi ha un evidente problema di sicurezza con un numero sempre maggiore di vetture che vanno in fiamme: tre nell’ultimo mese, sei da gennaio. D’altronde manca un programma di manutenzione, da anni l’azienda non può pagare con regolarità i fornitori e ormai i pezzi di ricambio scarseggiano sempre di più, anche perché otto vetture su dieci sono vecchie e hanno un’età media di

12 anni: da tempo le riparazioni si effettuano cannibalizzando vetture con motori che hanno percorso più di un milione di km e si surriscaldano, andando in fiamme e nei mesi estivi la situazione peggiorerà.

“È il segnale di un’azienda non più risanabile – conclude Riccardo Magi – la nostra proposta è di un referendum per mettere a gara il trasporto pubblico e coinvolgere aziende in un sano regime di concorrenza e non di monopolio”.

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