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28 lug

Roma, arrestato per corruzione e falso Antonio Franco: ex responsabile commissariato Ostia

Corruzione ad Ostia, in manette il primo dirigente della polizia di stato Antonio Franco, ex responsabile del commissariato di zona. Gli agenti della squadra mobile capitolina, al termine di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, hanno applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari a carico di un primo dirigente della polizia di Stato Antonio Franco già dirigente del commissariato “Lido di Roma”. Il funzionario attualmente era stato trasferito presso la questura di Lucca.

Insieme a Franco, il gip Simonetta D’Alessandro ha disposto anche l’arresto -in questo caso in carcere- del gestore di una sala scommesse lidense, Mauro Carfagna. Stando agli inquirenti il dirigente della polizia di stato, arrestato dagli uomini della Squadra Mobile, sarebbe intervenuto “a seguito di controlli nelle sale giochi gestite da Carfagna, effettuati dal personale di P.S. appartenenti al Commissariato da lui diretto, per risolvere le questioni insorte, assicurando un esito favorevole delle procedure amministrative attivate”.

Le accuse vanno dalla concussione agli atti contrari ai doveri di ufficio. Secondo quanto è emerso dalle indagini sembra che il poliziotto, d’accordo con Carfagna risolveva dietro compensi in denaro le procedure amministrative attivate o, comunque, di minore pregiudizio. Spesso il titolare veniva informato in anticipo dei controlli nella sale giochi ” Star Vegas” di via delle Canarie. Inoltre a Franco viene contestata l’omissione d’atti d’ufficio, in quanto durante i controlli amministrativi non faceva risultare non risultasse presso le sale la presenza di Ottavio Spada.

Si legge nell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari firmata dal giudice per le indagini preliminari : “Nell’adoperarsi – anche sollecitando altri appartenenti alla P.S. in servizio presso uffici diversi – per la rapida e positiva conclusione di pratiche di interesse del C. (rilascio di autorizzazioni di nuove sale giuochi, rilascio di passaporti, ecc.) riceveva il pagamento da parte del C. del canone mensile di locazione dell’appartamento in Ostia, via Orlando n.52 (utilità corrispondente alla misura non inferiore ad Euro 4.000,00) che F. utilizzava per ivi alloggiare ed incontrarsi con la donna con la quale intratteneva una relazione amorosa. 2) del reato di cui agli artt. 81 cpv., 476 e 479, 61 n. 2 c.p. perché, al fine di assicurarsi l’impunità dal reato di cui al procedimento R.G. 59872/15 citato nel capo che precede producendole quali documenti a supporto delle indagini difensive, formava le relazioni di servizio artatamente datate 6 novembre 2015 e 14 novembre 2015 nelle quali descriveva attività di osservazione dal terrazzo di via Paolo Orlando n. 52 mai effettuate; 3) del reato di cui agli artt. 48, 615 ter 1°, 2° n. 1 e 3° comma c.p. perché, inducendo in errore un operatore di polizia in servizio presso il Commissariato di P.S. Roma “Lido”, che ragionevolmente confidava nella legittimità della richiesta proveniente da un dirigente della Polizia di Stato ed effettuava materialmente l’accesso, abusivamente (siccome finalizzato ad acquisire informazioni che esulavano da esigenze d’ufficio essendo legate esclusivamente a ricostruire informazioni sulla vita privata dell’ex compagno della donna con la quale intrattiene una relazione affettiva) si introduceva nel sistema informatico nella disponibilità degli Uffici di P.S., protetto da misure di sicurezza, al fine di risalire alle generalità dell’intestatario di un’autovettura; con le aggravanti di aver commesso il fatto con abuso dei propri poteri di pubblico ufficiale nei confronti di sistemi informatici relativi all’ordine pubblico o alla sicurezza pubblica” .

Le indagini hanno inoltre evidenziato la pericolosità sociale del titolare delle sale giochi, inserito in un contesto criminale lidense di indubbio spessore: dall’attività tecnica condotta sono, infatti, emersi i contatti e la costante presenza presso le sale giochi da lui gestite di esponenti della criminalità di Ostia, quali Roberto Pergola e Ottavio Spada. Quest’ultimo, in particolare, è diventato una sorta di protettore e socio occulto delle sale gioco di Carfagna:

gestisce il bar ubicato all’interno di una di esse, anche se formalmente tale attività di ristoro risulta inattiva; immette del denaro per l’ordinaria gestione dell’attività commerciale; a lui spettano le decisioni anche sul personale impiegato nelle sale gioco; inoltre la sua presenza, quasi fissa, all’interno delle predette sale, è ritenuta indispensabile per non avere nessun problema coi diversi pregiudicati che le frequentano

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