Largo Brindisi, 18 - 00182 Roma - Tel. +39 06.70476902 - +39 338.6867391 - casamartinezroma@gmail.com

Single Blog Title

This is a single blog caption
30 mar

Roma, arriva la delibera sui nidi ma non soddisfa le famiglie

Dopo ritardi e settimane d’attesa, è stata approvata dalla giunta capitolina la delibera sulla rete dei servizi educativi e sulle iscrizioni ai nidi. Il documento, che appare rivisitato rispetto alla sua bozza iniziale, arriva dopo che il Comune ha ricevuto genitori ed educatori di nidi convenzionati, preoccupati delle notizie trapelate a inizio marzo, aprendo con loro un tavolo di lavoro. Ma le famiglie sono già sul piede di guerra.

“In questo anno educativo – spiega l’assessora alla Scuola, Laura Baldassarre – abbiamo liste d’attesa annuali con 915 bambini e 1.666 posti vacanti ma, soprattutto, circa 4.500 rinunce: è evidente che il sistema precedente non funzionava. Abbiamo anticipato i tempi di apertura delle iscrizioni, che partiranno il prossimo 10 aprile. Le famiglie potranno indicare la scelte di 3 nidi a gestione diretta e 3 nidi in gestione indiretta in convenzione, dando priorità ai nidi pubblici, salvo il caso in cui la struttura convenzionata sia ubicata a una distanza pari o inferiore a 300 metri, secondo il percorso pedonale più breve dall’immobile di residenza del bambino, nell’interesse, anche ecologicamente rilevante, all’agevole raggiungimento a piedi del nido stesso”.

Se quindi nella bozza che era trapelata e che aveva portato famiglie ed educatori dei nidi convenzionati a protestare solo l’ultima scelta sarebbe potuta ricadere su una struttura non puramente comunale, la nuova delibera obbliga mamme e papà a scegliere prima tre nidi a gestione diretta del Campidoglio e, solo dopo, tre a gestione indiretta in convenzione. Una scelta che però non soddisfa le famiglie.

“Avevamo chiesto all’assessora Baldassarre di non limitare la libertà di scelta delle famiglie per un servizio molto delicato e importante per i nostri bimbi. Riconosciamo che sono state accolte alcune nostre richieste – spiega Alessia Arena, una delle rappresentanti dei genitori che settimane fa è stata ricevuta in Campidoglio – come la possibilità di scegliere fra le prime opzioni l’asilo a gestione privata qualora ci sia già un fratellino o una sorellina che lo frequentano, ma la possibilità di scegliere la struttura privata se si trova entro trecento metri dall’abitazione ci sembra una beffa. Se si trova a 350 metri, per esempio, siamo costretti a scegliere il primo comunale puro che si trova a sette chilometri? Forse sarebbe più opportuno rivalutare questo punto e ci appelliamo anche alla sindaca Virginia Raggi. È già di per sé brutto parlare di privato e pubblico, perché per noi famiglie in questi anni il servizio integrato dei nidi del comune di Roma è stato un sistema unitario dove abbiamo potuto cogliere e vivere un servizio di eccellenza sia in strutture comunali puri che in privati in convenzione e in concessione”.

D’accordo anche le consigliere dell’assemblea capitolina Valeria Baglio (Pd) e Svetlana Celli (Lista Civica #RomaTornaRoma). “Prima il sistema era in equilibrio. Intervenire su questo equilibrio senza un disegno generale rischia di indebolire tutti: privati e pubblico. E quindi anche gli standard di qualità. Manca un disegno generale sul governo di un sistema così complesso. Sarebbe convenuto aspettare uno studio approfondito sui bisogni dei singoli quartieri e sulle esperienze dei territori. L’atto della giunta M5S creerà un sistema dove il privato interviene come stampella del pubblico. Siamo anche noi per valorizzare il pubblico, ma senza uno studio approfondito non ci sono certezze di risultati”.

Dai municipi cominciano ad arrivare i primi allarmi. “Il Comune dice che sono stati coinvolti gli assessori municipali, ma non il consiglio – spiegano Giovanni Picone e Marco Giudici, consiglieri di Fratelli d’Italia del XII parlamentino – Tutti avremmo potuto contribuire a rappresentare dettagliatamente

le situazioni critiche di alcuni quadranti cittadini, dove le sinergie tra la gestione diretta e indiretta hanno posto le basi per un’offerta in linea coi cittadini. Nelle periferie saranno messe in difficoltà migliaia di famiglie. E non dimentichiamoci dei lavoratori dei nidi convenzionati: da quanto ci risulta, una struttura privata avrebbe già comunicato al municipio e all’utenza l’intenzione di non rinnovare la convenzione e potrebbe non essere l’unica”.

es_ES
it_IT
en_US