Largo Brindisi, 18 - 00182 Roma - Tel. +39 06.70476902 - +39 338.6867391 - casamartinezroma@gmail.com

Single Blog Title

This is a single blog caption
9 mar

Roma, artiste dell’inchiostro per il tatuaggio in rosa: il raduno allo Sheraton

“Un tatuaggio non è semplicemente un disegno. Un tatuatore è come un confessore. Lui scrive la storia di un uomo sul suo corpo”. La frase tratta da “L’educazione siberiana” di Nicolai Lilin, racchiude la filosofia del tattoo, un fenomeno che oggi si tende ad associare alla moda, ma che vanta tradizioni antiche e una vasta cultura. Anche declinato al femminile. È proprio per celebrare l’arte dell’inchiostro in rosa (seppure il nero domini uber alles), che inaugura domani la quinta edizione di “The other side of the ink”.

La location è la stessa degli anni passati, lo Sheraton Roma all’Eur. Il concept, idem. Protagoniste del weekend sono 150 tatuatrici, le migliori a livello internazionale. Un appuntamento vicino all’otto marzo per celebrare l’esponenziale aumento di donne che, armate di macchinetta, contribuiscono alla semiotica su pelle di milioni di persone. Per la precisione il 12,8% degli italiani, come da dati Istat 2016. Tra le ospiti, romane affermate come Emanuela Fociani, Livia Nati e Giorgia The Luca, Debora Visco – autrice della locandina che raffigura la schiena della Paolina Bonaparte di Canova con un variopinto dragone tatuato- l’argentina Julieta Garcia, la russa Marina Avtonomova e tante altre. Stili diversi, dal realistico di Cecilia Paganelli, fino al tattoo solo nero di Dalila (anche fidanzata del vincitore di Sanremo 2017 Francesco Gabbani). Non mancano gli spettacoli – dalla pole dance alla giocoleria – e le mostre.

“La prima edizione venne contestata dalle stesse tatuatrici – spiega l’ideatore Paolo Core, anche organizzatore della International Tattoo Expo di Roma – la trovavano in un certo senso discriminante. Ma ben presto si sono accorte che non è così”. Ed ecco quindi “The other of the ink”: ” L’idea di fare una convention “‘vietata ai tatuatori uomini”‘ – continua Core – giunge dall’osservazione che spesso, nelle convention, le tatuatrici, seppur talentuose, restano all’ombra dei colleghi uomini”.

Fu così anche per la prima tattoo artist di cui conosciamo il nome, la statunitense Maud Wagner, vissuta nei primi del Novecento: di lei si dice che

fosse incaricata solo di rifinire i lavori del marito Gus, anche se aveva sviluppato una tecnica superiore alla sua. “The other side of the ink” – domani dalle 13 alle 23.30 e domenica dalle 12 alle 22 , biglietto d’ingresso: 10 euro – è l’occasione per mettere la parola fine a uno stereotipo duro a morire. Per tornare a casa con un nuovo tatuaggio, date le tantissime richieste, ci sarà da mettersi in fila armati di molta pazienza. E anche questa è donna.

es_ES
it_IT
en_US