Largo Brindisi, 18 - 00182 Roma - Tel. +39 06.70476902 - +39 338.6867391 - casamartinezroma@gmail.com

Single Blog Title

This is a single blog caption
15 feb

Roma, Atac, il tesoro dimenticato crediti da trentasei milioni “Ma nessuno li recupera”

Nulla da fare, nessuno vuole aiutare Atac a recuperare i suoi crediti. La municipalizzata dei trasporti da 1,4 miliardi di euro di debiti, sempre appesa alle valutazioni del tribunale fallimentare dopo aver richiesto l’accesso alla procedura di concordato in continuità, continua a faticare maledettamente quando si tratta di rimettere in sesto i propri conti. In ballo ci sono 36,1 milioni di euro che proprio non vogliono saperne di rientrare in cassa: è andato deserto il bando con cui la partecipata cercava un partner per ripescare le somme relative all’imposta sul reddito delle società per il 2008 e il 2015 e all’Iva per il 2015 e il 2016. Nessuno ha risposto presente all’appello di Atac, che ora dovrà provvedere in altro podo a recuperare le somme.

Con il fisco, peraltro, la municipalizzata ha certificato di avere un rapporto piuttosto burrascoso. Nel corso della prima procedura avviata per tentare di riportare a casa i 36 milioni, giocando a carte scoperte, l’azienda di via Prenestina aveva dichiarato di avere un passivo con il fisco da oltre 23 milioni di euro. A chiedere alla partecipata di fare chiarezza sui propri «carichi fiscali pendenti» era stata una delle società interessata a partecipare alla partita del recupero crediti. Immediata la risposta dell’azienda: stando agli ultimi certificati, risalenti al 21 marzo e al 26 giugno dello scorso anno, ci sono 12 cartelle di pagamento ancora in piedi.

Se da una parte si certificano conclamate difficoltà a interfacciarsi con il mercato delle agenzie deputate al recupero crediti, dall’altra Atac cerca di spingere sulle strisce blu per far quadrare i conti. Negli ultimi giorni, infatti, è stato stretto l’accordo con Parkeon per una nuova fornitura di parcometri. In cambio di 808mila euro, la municipalizzata riceverà 967 colonnine di ultima generazione per sostituire una buona parte delle circa 2.500 già installate in tutta la città.

L’affare in questo caso è doppio: da una parte l’azienda si mette al passo con le ultime disposizioni di legge in materia, dall’altra offrirà agli automobilisti di scegliere tra più modalità di pagamento. In particolar modo, sarà possibile pagare il parcheggio con carta di credito o bancomat direttamente in strada, senza passare per le applicazioni per cellulari e senza neanche dover digitare il pin attraverso un software centralizzato.

Se poi Atac vorrà, la stessa tecnologia potrà essere utilizzata per ricarciare abbonamenti, rinnovare permessi Ztl e pagare multe. Come detto, poi, c’è un altro vantaggio: le sanzioni per il mancato pagamento della sosta tariffata sono diventate facilmente impugnabili in assenza di parcometri capaci di accettare carte di credito. Con la nuova campagna acquistio della partecipata, gli evasori avranno una scusa in meno. Mentre Atac proverà a fare cassa.

es_ES
it_IT
en_US