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23 mag

Roma, attaccata da una cornacchia finisce in ospedale

Sette giorni di prognosi “per beccate di corvo alla testa”. È successo a una donna, M.L.D, di professione giornalista, mentre camminava in una strada dell’Eur, via Elio Vittorini. Improvvisamente il corvo è sceso in picchiata sulla sua testa beccandola ripetutamente. La donna si è toccata alla testa e ha visto sangue sulle sue dita. Il corvo le ha provocato diverse ferite e lei è dovuta correre all’ospedale di zona, il Sant’Eugenio, dove l’hanno medicata e sottoposta alla profilassi del caso, prescrivendole sette giorni di prognosi.

Una scena che evoca subito il film “Uccelli” di Alfred Hitchcock e che ricorda anche l’episodio di oltre un anno fa, quando papa Francesco lanciò in volo due colombe dalla sua finestra su piazza San Pietro e queste rimasero immediatamente vittima di un gabbiano e di una cornacchia che piombò su di loro riducendole a brandelli.

“È il nuovo habitat cittadino – spiegano gli esperti – la capitale con le sue riserve di rifiuti e le concentrazioni di asfalto e cemento che alzano le temperature assicurano il contesto ideale a queste specie che un tempo popolavano solo campagne e litorali”. A pagarne le conseguenze sono prima di tutto le altre specie di volatili, sgominate dai loro competitori più aggressivi che non solo rubano loro il cibo, ma li divorano,

come nel caso delle colombe attaccate dai gabbiani.

Gabbiani corvi e cornacchie diventano più aggressivi in primavera inoltrata, nel periodo riproduttivo, quando c’è la cova delle uova e ogni passante casualmente in avvicinamento viene percepito come un nemico. A raccontare i disastri provocati dalla massiccia presenza di Gabbiani e cornacchia nella capitale sono anche i cassonetti dei rifiuti presi di mira dai giganteschi volatili alla ricerca di cibo.

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