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29 mar

Roma, Aurelio, la rinascita del Nido nel Parco

Il 19 aprile del 2016 un’educatrice venne arrestata e altre due sospese per violenze fisiche e verbali nei confronti di bambini dai 12 ai 24 mesi. Tutte e tre sono poi state condannate in primo grado.

Oggi, con l’inaugurazione di una nuova targa, il nido dell’Aurelio inizia una seconda vita, grazie alla tenacia di un gruppo di genitori e a un funzionario scolastico illuminato. “La brutta storia dell’anno scorso doveva diventare una bella storia. Questo è solo l’inizio”, dice un papà.

Piccole mani tagliano i nastri e uno alla volta i palloncini colorati volano in cielo, svelando la nuova targa all’ingresso del Nido del parco di via Scaduto. I bambini li seguono con lo sguardo. Ci sono le strisce pedonali fresche di vernice, un tratto del marciapiede è stato rifatto, i cancelli ripitturati di verde. La recinzione non è più oscurata, per respingere la curiosità dei passanti: sono stati piantati degli arbusti, cresceranno, ma non impediranno di gettare uno sguardo ai piccoli che giocano nel giardino. “Trasparenza” è una della parole che ha guidato la seconda vita di questo nido del 13mo Municipio di Roma.

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Qui il 19 aprile del 2016, quasi un anno fa, due educatrici sono state sospese dall’insegnamento, una è finita agli arresti domiciliari. Un fulmine a ciel sereno per tante famiglie del quartiere che portavano o avevano portato i loro bambini in questa struttura comunale ambita, a un piano, circondata da un parco. Le telecamere dei carabinieri non hanno lasciato dubbi, immortalando violenze fisiche e verbali nei confronti dei bambini della classe media, dai 12 ai 24 mesi.

Erano state nascoste dopo la segnalazione fatta da alcune supplenti. “Un atto coraggioso? No, doveroso”, dice oggi una di loro, che ancora lavora nella struttura. La notizia ha sconvolto l’intero quartiere, chi ogni giorno affidava i bambini alla scuola, senza aver avuto la percezione di cosa succedeva una volta che le porte si chiudevano. Sguardi increduli, ricerca di confronto tra le mamme, ricorso a specialisti per capire se e come parlarne con i figli in un periodo della loro vita in cui non erano ancora in grado di esprimere a parole cosa vivevano e ascoltavano. I dubbi, la paura, i sensi di colpa. La difficoltà di metabolizzare, l’incertezza su come reagire. Qualche bambino è stato ritirato dal nido, ma in tanti sono rimasti. All’inizio con molta titubanza da parte dei genitori che faticavano a lasciarli ancora lì.

Poi qualcosa è cambiato. Lo sgomento ha lasciato il passo alla volontà di reagire, di riprendersi la scuola, di scrostare da quelle pareti la fama di luogo degli incubi per riportarlo alla sua funzione originaria. Tutto è ripartito da un nuovo comitato di gestione, dall’energia di un nuovo funzionario scolastico, Anna Attisano, psicologa di formazione, soprattutto dalla tenacia di un gruppo di genitori che ha speso il proprio tempo libero per realizzare piccoli lavori di manutenzione, dall’illuminazione ai disegni sulle pareti, e persuadere il municipio a farne degli altri, ultimo in ordine di tempo la realizzazione di un orto didattico.

Oggi lo svelamento della nuova targa. “Nasce il Nido del parco 2.0 – dice Gabriele Brescia papà e presidente del comitato di gestione -. La dedica va alle persone che l’anno scorso direttamente e indirettamente hanno sofferto qui dentro”.

“Oggi finalmente spicchiamo il volo – dice Stefania, un’educatrice, commuovendosi -. Tutto il mondo qui intorno ci ha messo il marchio, ci insultavano per strada. Lavoravo qui, non mi sono mai accorta di niente, eravamo nella classe accanto a quella dei maltrattamenti e svolgevamo in parallelo le attività. Abbiamo dovuto convivere quest’anno con questo senso di colpa, questo dolore. Sono stati i genitori a darci la forza, le istituzioni, ci hanno preso per mano e ci hanno tirati su dal baratro in cui eravamo finiti. Oggi, davvero, spicchiamo il volo”.

“La

brutta storia dell’anno scorso doveva diventare una bella storia – , dice Gabriele Brescia.- Questo è solo l’inizio. Il nido del Parco deve diventare un modello di riferimento del quartiere, un luogo aperto a tutti e di tutti”. “I genitori sono stati artefici di un nuovo futuro – dice Giuseppina Castagnetta, presidente del 13mo municipio -. Da qui ripartiamo per un progetto all’avanguardia, che ci avvicini ai nidi europei”.

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