Largo Brindisi, 18 - 00182 Roma - Tel. +39 06.70476902 - +39 338.6867391 - casamartinezroma@gmail.com

Single Blog Title

This is a single blog caption
22 mar

Roma, Balla coi Pink Floyd. Il docufilm di Clemente alla Galleria Nazionale

CI voleva la libertà di un artista come Jack Clemente per accostare la Liz Taylor Pop di Warhol alla Madre di Giacomo Balla. Soprattutto, per accompagnare le sequenze sul maestro futurista con la musica dei Pink Floyd. Il risultato è sorprendente. Anche tendendo conto dell’anno, il 1971. Oggi alla Galleria nazionale a Valle Giulia (ore 18, ingresso libero) verrà proiettato il documentario di Clemente “Balla et le Futurisme”, Leone d’oro nel 1972 alla Biennale del Cinema di Venezia.

Roma, Balla coi Pink Floyd. Il docufilm di Clemente alla Galleria Nazionale
Condividi

Ad accompagnarlo Nicoletta Pallini, moglie dell’artista morto nel 1974, a 48 anni. “È il primo dei tre documentari che Jack realizzò per la tv francese. La produttrice, Michéle Arnaud, lo mandò a seguire le riprese di Adrian Maben sui Pink Floyd a Pompei. E fu lì, nel 1971, che conobbe la band. Così ottenne da loro il prestito di “Echoes” come colonna sonora del film su Balla”. Ampi passaggi del brano di 23 minuti contenuto nell’album “Meddle” scandiscono i passaggi dalla pittura divisionista a quella futurista di Balla, dalle decorazioni della sua abitazione agli abiti. E il sound psichedelico si sposa perfettamente alla sperimentazione filmica delle visioni prismatiche o a quelle sul movimento del cane al guinzaglio.

Roma, Balla coi Pink Floyd. Il docufilm di Clemente alla Galleria Nazionale
Condividi

Protagoniste del racconto (l’edizione francese è di 52 minuti, la versione in italiano di 32) sono le figlie di Balla, Elica e Luce. “Mio padre ci chiamò così perché amava le scoperte scientifiche dell’elettricità e del volo” spiegano nel documentario le sorelle. “Jack era incantato da quelle che chiamava “le signorine”, dal loro garbo e dall’entusiasmo ” ricorda Pallini: “Loro gli scrissero cartoline, che ancora conservo, disegnate in chiave futurista per ringraziarlo del lavoro fatto assieme nella loro casa”.

Roma, Balla coi Pink Floyd. Il docufilm di Clemente alla Galleria Nazionale
Condividi

Lo straordinario appartamento di via Oslavia è l’altra, grande attrazione del documentario, per la prima volta proiettato a Roma. Perché ci porta lungo il corridoio, dentro le stanze, oltre la finestra della dimora in cui l’artista mise in atto quella “Ricostruzione futurista dell’universo” teorizzata nel 1915 con Depero. “Era l’unica casa futurista esistente, ma oggi è stata completamente svuotata delle sue caratteristiche. E il vincolo dello Stato è arrivato a trasformazione avvenuta”, spiega Fabio Benzi che oggi aprirà la giornata su Balla con

una lezione dedicata a due temi. “Al Polittico con villa Borghese della Galleria nazionale, che non è divisionista ma già futurista, e al ritorno di Balla alla figura negli anni Trenta, registrato dalla rivista Futurismo”.

E Balla pre Pop Art suggerito da Jack Clemente? “Beh, l’artista in più occasioni ricoprì le tele con un tulle ottenendo l’effetto di retino fotografico. E siamo 35 anni prima i dipinti di Roy Lichtenstein”.

es_ES
it_IT
en_US