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28 set

Roma, Biblioteca nazionale centrale: nuovo sistema di sicurezza per dire basta ai furti di libri

Un vizio antico come il mondo, un vizio che, però, è anche reato. Il furto di libri è da sempre una delle principali piaghe che affliggono i nostri beni culturali. Solo nel 2015 in Italia sono spariti 2.102 volumi, anche se fare stime precise è difficile perché spesso la sottrazione viene scoperta a distanza di molto tempo. Ma i furti sono in aumento in tutta Europa. I libri, infatti, si nascondono facilmente, si possono smembrare in tavole e per loro natura sono destinati alla consultazione. Quindi, possono finire nelle mani di bibliofili-ladri. Per questo, la Biblioteca nazionale centrale di Roma, la più grande del nostro Paese, ha avviato un progetto per proteggere in modo sempre più efficiente il suo immenso e prezioso patrimonio.

Grazie al contributo della Fondazione “Enzo Hruby”, ente che da anni si occupa di protezione del patrimonio culturale e librario italiano, nella Biblioteca nazionale è stato realizzato un nuovo sistema di sicurezza che, per il momento, copre l’atrio, il bookshop, il guardaroba, la sala conferenze, gli spazi per le mostre e, soprattutto, “Spazi900”, un’area espositiva permanente inaugurata nel 2015 e dedicata alla letteratura italiana del Novecento. Così, manoscritti, opere e oggetti di autori come Italo Calvino, Eugenio Montale, Pier Paolo Pasolini, visitabili liberamente dal pubblico, ora sono controllati da occhi elettronici ad alta tecnologia. E anche “La stanza di Elsa”, la riproduzione dello studio della Morante, cuore dello spazio museale, è strettamente monitorata.

Innanzitutto, è stato installato un impianto di videosorveglianza all’avanguardia e sono state verificate le uscite di emergenza. Ma è stato anche compiuto un intervento complessivo di implementazione e adeguamento della sicurezza: in pratica, il sistema è stato centralizzato attraverso una piattaforma di supervisione e gestione in grado di offrire un controllo globale e integrato dei singoli sensori e apparati. E’ stato realizzato, insomma, un impianto che utilizza le migliori tecnologie disponibili sul mercato – i cui costi sono diventati più sostenibili che in passato – e che ha il pregio di essere intuitivo e semplice da utilizzare. E’ inoltre modulabile e potrà agevolmente essere esteso ad altre parti della Biblioteca in futuro.

Già dall’anno prossimo si lavorerà all’ampliamento del sistema, come annunciato dal direttore dell’istituto, Andrea De Pasquale. La Biblioteca, infatti, è l’unica ad aver ricevuto per il 2017 un finanziamento da parte del ministero dei Beni culturali, erogato sulla base di un progetto sulla sicurezza, comprensivo di misure contro il rischio terrorismo. Un’operazione di fondamentale importanza per una struttura che custodisce sette milioni di volumi a stampa, ottomila manoscritti e altre migliaia di beni e che, in passato, ha subito furti.

Come nel 2012, quando vennero trafugate preziose lettere di Gabriele D’annunzio e di Silvio Pellico, poi messe all’asta sul web e nei mercatini d’antiquariato. Prevenire questi espisodi significa scongiurare altissimi costi: quelli economici sostenuti per indagare e recuperare i libri sottratti, quelli da mancato guadagno causati dalla mancanza di opere che potrebbero attirare pubblico e, soprattutto, quelli sociali dovuti all’impoverimento del nostro patrimonio culturale.

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