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26 giu

Roma, bimba morta per un intervento all’orecchio a Villa Mafalda: cinque rinvii a giudizio

I due anestetisti e i due chirughi devono rispondere all’accusa di concorso in omicio colposo e falso, mentre la direttrice sanitaria, Rossella Moscatelli, solo per falso. Sono cinque i rinvii a giudizio per l’inchiesta sulla morte di Giovanna Fatello. La bambina di 10 anni è deceduta il 29 marzo 2014 dopo un intervento di timpanoplastica alla clinica romana Villa Mafalda. Lo ha disposto il gip Elvira Tamburelli, accogliendo una richiesta della procura. Il processo inizierà il 22 novembre.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, la piccola sarebbe morta a causa di un arresto cardiaco dovuto ad alcune complicazioni durante l’intervento, ignorate dai medici. In particolare i due anestesisti – Pierfrancesco Dauri e Federico Santilli – nel corso dell’operazione, “non mantenevano una sufficiente ventilazione delle vie aeree della paziente”, si legge nel capo di imputazione, “e non trattavano l’arresto cardiaco in asistolia seguito ad ipossia durata per non più di cinque minuti secondo le linee guida di riferimento”. Mentre i due chirughi – Giuseppe Magliulo e Dario Marcotullio – sempre secondo l’accusa, avrebbero consentito “l’allontanamento dalla sala operatorio” di uno degli anestetisti. I quattro, insieme alla direttrice sanitaria, Rossella Moscatelli, devono rispondere anche di falso, per avere indicato in cartella clinica e nel referto di morte della paziente un falso orario di inizio della crisi clinica e un falso orario di morte, “per nascondere l’allontanamento del dottor Dauri dalla sala operatorio e per giustificare una inspiegabile fase rianimatoria, attuata al fine di diluire o eliminare, mediante urina, farmaci ad uso anestesiologico”, utilizzati sulla bambina e non dichiarati in cartella, “ritenuti a torto coinvolti l’insorgere dell’arresto cardiaco”.

La clinica Villa Mafalda commenta in una nota l’esito dell’udienza preliminare. Si “attende con fiducia il lavoro della magistratura, auspicando che il giudizio possa finalmente accertare una verità necessaria per tutti dal momento che dopo più di due anni di indagini non sono ancora emerse le reali ragioni della morte della piccola Giovanna Fatello”. La comunicazione prosegue parlando della posizione della direttrice sanitaria, Rossella Moscatelli: “Riteniamo questo – si legge riguardo al suo rinvio a giudizio – un atto dovuto da parte della magistratura, poiché l’intervento della stessa nella vicenda è limitato alla sola trascrizione, sul certificato di morte, dell’orario del decesso riportato in cartella clinica. La stessa non ha avuto alcun ruolo né nel corso dell’intervento chirurgico né durante la successiva fase delle manovre rianimatorie”.

I genitori di Giovanna Fatello, che si sono costituiti parte civile, “aspettavano solamente l’inizio del processo, affinché si possa accertare cosa è successo alla loro bambina”, ha dichiarato l’avvocato Gianluca Tognozzi, che li assiste. Alla scorsa udienza, i legali della famiglia – insieme a Tognozzi, anche Orazio La Bianca e Francesca Florio – “avevano addirittura sollecitato la sostituzione

del magistrato che ha svolto le indagini, perché ritenuto non abbastanza convinto delle ipotesi avanzate”. Lo ha raccontato l’avvocato Francesco Campagna, difensore di Dauri: “La ricostruzione dei fatti effettuata dall’accusa – ha dichiarato – è completamente assurda e si pone in contrasto con gli elementi acquisiti. A questo punto ci auguriamo che il processo si svolga celermente e che faccia definitivamente emergere la semplice verità”.

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