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29 mag

Roma, Bindi: “A Ostia la mafia c’è, i clan non si rassegnano ma attenzione è massima”

“Le mafie su Roma hanno da sempre stabilito un patto di non belligeranza perchè in questa città c’è spazio per tutti, sia per la droga che per il riciclaggio del denaro in attività commerciali, fino al turismo e nella ristorazione, basta guardare il turnover degli esercizi nel centro storico”. La presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, ha fatto il punto sulla situazione della presenza della criminalità a Roma e nel Lazio. E lo ha fatto nel corso di una conferenza stampa che si è svolta in prefettura a conclusione della commissione che ha visto l’audizione dei prefetti di Roma, Latina e Frosinone, del procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone, del procuratore aggiunto Michele Prestipino e del comitato per la sicurezza.

“Quello di oggi – ha spiegato – è stato per Roma un aggiornamento, perchè la commissione ha dedicato molto del proprio lavoro a questo comune, mentre era necessario sulla provincia e nel litorale, così come era necessario sulle altre province di questa regione, tutt’altro che sollevate dal rischio di insediamento mafioso. Possiamo affermare ancora una volta che la vicenda di mafia capitale è stata sicuramente una vicenda che ha portato l’attenzione della presenza mafiosa in questa città”.

Dal controllo dello spaccio di droga al riciclaggio di denaro sporco in attività commerciali, la ristorazione, il turismo, l’alberghiero, la capitale ospita ormai da anni criminali che sono venuti a investire dal sud ma anche mafie autoctone. Non solo nella città eterna, ma anche nel resto del Lazio. Ad Anzio, comune del litorale a sud di Roma, ad esempio “l’uso della violenza anche nella lotta politica sta portando al blocco delle elezioni”, ha detto la presidente della Commissione parlamentare Antimafia. “Abbiamo chiesto al prefetto di Roma Paola Basilone di valutare se ci siano gli estremi per una commissione d’accesso ad Anzio – ha aggiunto – perché i fatti che si sono verificati ci preoccupano molto. So che la prefettura sta monitorando la situazione”.

E poi c’è il caso Ostia, l’unico municipio sciolto per mafia su cui l’attenzione è massima, ribadisce la prefetta Paola Basilone “e posso garantire che la presenza delle forze di polizia è continuato oltre il Giubileo. Gli uomini sono rimasti e anche questo ha un suo significato. Assicuriamo il massimo impegno nel solco della continuità, io ho trovato un percorso già tracciato e su cui stiamo continuando a lavorare”. Rincara poi la dose la presidente Bindi: “A Ostia i clan mafiosi sono stati privati grazie al commissariamento (del Municipio, ndr) di fette importanti di potere e di influenza, al porto e nelle concessioni balneari. Ma che siano rassegnati non ci credo. A Ostia c’é la mafia, famiglie insediate da tempo e che l’hanno fatta da padrone troppo a lungo. Oggi la situazione é maggiormente sotto controllo”.

Infine, un inevitabile riferimento al lavoro svolto dalla procura di Roma da quando si è

insediato il procuratore capo Giuseppe Pignatone. “Molto alta l’attenzione da parte delle istituzioni e della procura, non c’e’ dubbio che c’e’ un prima e un dopo della presenza di Pignatone in questa citta’, che ha fatto cambiare il passo anche alle altre istituzioni. Basta guardare l’elenco dei beni sequestrati e confiscati, il turn over degli esercizi commerciali nel centro storico per capire quanto questa sia una realta’ nella nostra capitale”.

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