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12 mag

Roma, “Bonus, nuovi turni e altre assunzioni. Così cambia l’Atac: se fallisco vado via”

Servizio metro aumentato del 22%, corse della Roma Lido intensificate dell’11%. E 280 milioni di ricavi dalla vendita dei biglietti e dalle multe, pari a 20 milioni in più rispetto al 2015.

Dopo la convention con quadri e dirigenti, Marco Rettighieri, dg di Atac, con la collaborazione del commissario Tronca ha stilato il suo piano per riportare in efficienza il baraccone del trasporto romano. Dentro ci sono anche 400 assunzioni, tra autisti e operai, che però devono avere il via libera del Campidoglio.

Direttore, allo stato dell’arte, le risorse a disposizione dell’azienda non sono aumentate. Come pensa di raggiungere questi obiettivi che sembrano ambiziosi?

“Gli obiettivi non sono ambiziosi, sono sfidanti. Per raggiungerli ho messo sotto stress tutta la struttura: ventre a terra dobbiamo farcela”.

E se non ce la fa?

“Me ne vado, ma Atac non godrà di migliore salute”.

A quando i primi risultati?

“Alcuni li abbiamo già centrati. I treni della Roma Lido sono passati da 4 a 11 al giorno con due mesi di anticipo rispetto al previsto”.

Come avete fatto?

“Internalizzando le manutenzioni, sfruttando le maestranze dell’azienda, che sono dei veri artisti. Le abbiamo di nuovo coinvolte, motivate, hanno riacquistato l’orgoglio del loro lavoro. Abbiamo speso la metà. Ora però chiediamo a Comune e Regione i finanziamenti per mantenere questi standard, perché maggiore uso di treni e binari vuol dire maggiore usura”.

Quali altri obiettivi avete già raggiunto?

“Abbiamo reso più efficiente il servizio delle metropolitane, grazie alle manutenzioni, ma anche grazie alla riorganizzazione dei turni di lavoro che ha ridotto del 50% gli straordinari”.

Significa che autisti e macchinisti hanno preso meno soldi?

“No, significa che hanno preso un premio in base alla produttività. Il bonus è stato dato al 74% del personale. La riorganizzazione dei turni e del lavoro ha fruttato come se avessimo assunto 253 persone a tempo pieno in più rispetto all’organico”.

E per la lotta all’evasione come pensa di fare?

“La lotta all’evasione è già iniziata. Abbiamo 200 dipendenti tirati fuori dagli uffici che adesso girano su bus e metro organizzati su tre turni”.

Comprese le periferie? Lì c’è il problema delle aggressioni.

“Abbiamo sensibilizzato le forze dell’ordine e avuto grande supporto dal commissario Tronca. Ci sono

poliziotti in borghese che girano sui bus. E adesso presenteremo domanda alla Regione per trasformare tutto il nostro personale viaggiante in pubblici ufficiali. Non si cancella il rischio aggressioni, ma si riduce di molto, perché cambia il reato”.

Il piano investimenti per il 2016?

“131 milioni: 49 sono autofinanziamento, con i soldi del contratto di servizio. Gli altri vengono da Roma Capitale, Regione e Stato, già stanziati”.

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