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27 gen

Roma, bottigliata in faccia e botte: aggredito autista del tram

Prima una bottigliata in faccia, poi le botte. È cominciata così la giornata di un dipendente Atac che questa mattina tra le 6 e le 7 era in servizio sul tram 8, la linea che collega piazza Venezia al Casaletto, a Monteverde, passando per viale Trastevere e la circonvallazione Gianicolense, fermo a piazza Venezia. Si tratta di una delle prime aggressioni di quest’anno, che però, considerando gli ultimi mesi, si aggiunge già a una nutrita lista di violenze ai danni degli autisti impiegati nell’azienda di trasporti capitolina. Come quella di circa dieci giorni fa, quando sul bus 170 un attore di fiction ha aggredito un controllore che lo aveva sorpreso senza biglietto.

L’episodio era accaduto sempre in centro, a due passi dalla stazione Termini, ma per l’autista dell’8 è andata decisamente peggio: colpito con una bottigliata in faccia da un uomo, senza apparente motivo – stava attraversando il tram per cambiare cabina e invertire il senso di marcia – ha riportato la frattura dello zigomo. L’aggressore sarebbe poi passato alle mani: solo la prontezza di un carabiniere in borghese che era in banchina ha evitato il peggio. L’uomo ha poi chiamato la polizia, che ha inviato una volante sul posto, insieme al 118: il conducente è stato condotto all’ospedale Santo Spirito, dove gli è stato ricucito lo zigomo con dei punti di sutura. L’aggressore sarebbe stato preso.

Tutto ciò in un tratto che “non dà l’idea di essere poco tranquillo – spiega un conducente che percorre spesso la stessa tratta – Certo, il week-end può capitare che salga qualcuno di ubriaco, qualcuno che magari ha esagerato con l’alcol a Trastevere, ma fino ad ora c’erano state solo discussioni. Questo è un episodio gravissimo, in pieno centro”.

“Non se ne può più – dice Claudio De Francesco, segretario regionale Faisa-Confail – Non esiste che uno vada al lavoro

con la paura di non ritornare a casa dalla propria famiglia. Basta chiacchiere, si intervenga in maniera seria”. “Siamo stanchi di sentirci dire che si interverrà – aggiunge la leader di Cambia-Menti M410, Micaela Quintavalle – si deve fare qualcosa sia per i lavoratori che per gli utenti. L’episodio accaduto questa mattina è di una gravità inaudita. Temiamo di non tornare a casa. Vogliamo essere tutelati dall’azienda e dalla politica”.

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