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20 nov

Roma, buche, radici e balaustre pericolanti: le reti arancioni sulle ferite della città

Se si infila lo sguardo nella maglia ovale della rete arancione che incarta il belvedere davanti alla Fontana dell’Acqua Paola, si vede la città. La sua “Grande Bellezza”. E chi viene a Roma e si immagina di vedere il Gianicolo come il ciak iniziale del film premio Oscar resta deluso. Da quasi un anno la terrazza con vista mozzafiato sulla città è avvolta dalle reti arancioni da cantiere che hanno inglobato anche il lampione. I nastri di polietilene, messi lì per proteggere quel pilastro mancante, non sono mai più stati tolti. Strutture provvisorie diventate definitive nell’indifferenza dell’amministrazione, simboli dell’incuria e del degrado in cui è lasciata Roma.

Si apre una buca? Si piazza la rete arancione tenuta da quattro ferri infilati nell’asfalto. Si rompe una panchina? Pronti i vigili urbani mandano una squadra a sistemare la protezione che con il tempo mette vere e proprie radici, diventando un elemento di arredo urbano. Il tombino è dissestato? Rete. Il marciapiede è spaccato? Ecco che spunta la rete. Alcuni scalini di piazza San Gregorio sono rotti? E rete sia. Sono diventate delle zone di trincea quelle plastiche che dovrebbero segnalare un pericolo per il cittadino ma che nei mesi vengono dimenticate su marciapiedi, panchine, balaustre, strade, parchi.

In via Garibaldi, la strada che porta al Gianicolo, il marciapiede è abbellito dalle recinzioni. Stanno lì, indisturbate, da almeno un anno: nessuno sistema l’area sconnessa, quindi non possono essere rimosse. Analoga immagine in piazza Porta Portese, le reti avvolgono il marciapiede alla base dei due archi che immettono sullo via dello storico mercato domenicale. Da almeno due settimane sono comparse anche sul ponte del laghetto dell’Eur per proteggere una buca: una strozzatura che restringe la strada già infernalmente congestionata dal traffico. Apprezzano gli automobilisti che per fare 200 metri impiegano un’eternità.

La

rete ha colonizzato ogni angolo di Roma: da mesi è in bella mostra nello spartitraffico di piazza San Giovanni in Laterano come in via di San Gregorio e in via Mameli. E ci restano per giorni che diventano mesi e a volte anche anni. L’attesa può anche essere infinita, sono il Comune e i Municipi che devono decidere se e quando intervenire. Questa è Roma, bellezza. Mica Fukoaka dove i giapponesi hanno ricostruito una strada collassata in due giorni.

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