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24 feb

Roma, Burian: arriva il gelo dalla Siberia. “Subito più letti per i clochard”

Il Campidoglio non è rimasto a guardare, si è mosso per tempo. Ma i numeri per i senzatetto continuano a non tornare. La morsa di Burian, l’ondata di gelo in arrivo dalla Russia che da questo pomeriggio cingerà la città per almeno 72 ore, lacera il sistema di accoglienza della capitale e riapre una delle sue ferite croniche. Per i prossimi giorni, quando il termometro di notte scenderà sotto lo zero, il Campidoglio è riuscito infatti a mettere assieme 834 posti letto per i senzatetto.

Il totale si ottiene sommando i 207 trovati nelle ultime ore con Caritas e Croce Rossa ai 381 ricoveri notturni e 246 diurni del “piano freddo”. Ma lo sforzo, che garantisce anche 1.442 pasti in sette mense sociali e altri 600 a domicilio, non basterà: secondo le stime delle più importanti associazioni di volontariato, a Roma ci sono circa 8mila clochard. Un dato costante, che non subisce variazioni ormai da anni e dà la misura dell’emergenza. Più della metà dei senza fissa dimora, circa 5mila persone, si ripara in baracche di fortuna. Il resto passa la notte in strada, esponendo un’esistenza già fragile agli sbalzi del meteo.

Ieri, non a caso, la comunità di Sant’Egidio ha lanciato l’allarme: “Va allargata la rete di protezione sociale per i più fragili, ancora debole, per evitare nuovi drammi”. L’assessorato alle Politiche sociali ha recepito e nelle prossime ore stringerà per chiudere i discorsi avviati con Atac e Grandi Stazioni. L’obiettivo è quello di aprire già stasera le stazioni metro Flaminio e Piramide ai senzatetto e la fermata Stella Polare della Roma-Lido.

“Le previsioni segnalano neve anche a bassa quota, non vogliamo farci trovare impreparati”, spiegano dallo staff dell’assessora Laura Baldassarre. Intanto si prepara al peggio anche il resto

della macchina capitolina: sono 30 le squadre armate di pale meccaniche, bob cat con lame spazzaneve, autocarri e sacchi di sale già preallertate dal Comune per pulire le strade del sistema di grande viabilità in caso di neve. È stato poi allungato fino a 18 ore, dalle 5 del mattino alle 23, il permesso di accendere i riscaldamenti per contrastare il gelo siberiano. Lo stesso che ha costretto Castel Gandolfo e Nemi ad alzare bandiera bianca: lunedì scuole chiuse.

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