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22 giu

Roma, campi rom e tangenti: nuovi indagati

Si allarga a macchia d’olio l’inchiesta sulle mazzette al dipartimento Politiche sociali del Campidoglio. Sale il numero degli indagati, altre sette persone, tra dipendenti pubblici e dirigenti delle coop. Ed è sempre all’interno dell’ufficio Rom, sinti e caminati, dove Emanuela Salvatori si faceva infilare mazzette nella borsetta, che spuntano i nuovi nomi: da Bianca Coppola a Claudio Zaccagnini, passando per l’ex dipendente Francesco Scollo. Intanto lo scorso fine settimana i carabinieri della stazione Eur, su richiesta dei pm De Santis, Golfieri Lasperanza e Tescaroli, hanno eseguito otto perquisizioni ai danni di imprenditori collusi.

Soldi, buoni benzina, biglietti del teatro, posti di lavoro per i figli, casse di vino, gioielli, pubblicità gratuite e perfino un escavatore: erano queste le mazzette elargite dai quattro imprenditori finiti due giorni fa a Regina Coeli con le accuse di corruzione, falso e turbativa d’asta. In ballo, dalla fine del 2013 a marzo del 2014, c’erano gare pubbliche a cinque zeri su alcuni campi nomadi della capitale: lavori di bonifica, messa in sicurezza degli impianti elettrici, affidamento dei servizi igienico sanitari.

“Bianca Coppola Claudio Zaccagnini ed altri – scrive il gip Flavia Costantini nell’ordinanza – sono tutti indagati”. E indagato per corruzione è anche il genero di Eliseo De Luca, il vigile urbano in servizio al dipartimento Politiche sociali tra i più solerti nel dispensare aiuti agli imprenditori amici in cambio di bustarelle. Fabio Gobbi, suo genero, avrebbe ottenuto un subappalto dal titolare della “Cooperativa sociale Alberto Bastiani Onlus”, Salvatore Di Maggio. Quest’ultimo avrebbe concesso

uno spicchio dei lavori, per 16mila euro, a Gobbi, come contropartita su alcuni appalti affidati a lui da De Luca. Dall’ordinanza, inoltre, emergono altri dettagli sull’interramento di eternit che sarebbe stato compiuto dall’imprenditore Roberto Chierici (arrestato ndr.). La dirigente Ivana Bigari (non indagata), nonostante fosse a conoscenza dell’interramento illegaledi da parte dell’azienda di Chierici, si sarebbe ugualmente spesa per fargli ottenere nuovi appalti.

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