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18 mar

Roma, Campidoglio: “Adesso un immunovaccino per sterilizzare i cinghiali”

Avrebbero dovuto esserci i cartelli di segnalazione del pericolo “attraversamento cinghiali” e un limite di velocità inferiore a quello disposto dal codice della strada nel tratto di via Cassia dove, nella notte tra venerdì e sabato, ha perso la vita Nazzareno Alessandri. Il 49enne romano, alla guida di uno scooter Honda, si è scontrato con un grosso esemplare all’altezza di via dell’Inviolatella Borghese – ha raccontato un testimone che sarà ascoltato dalla municipale nelle prossime ore – è caduto ed è morto in ambulanza durante il trasporto al vicino ospedale Villa San Pietro.

Difficile stabilire se le misure disposte nell’agosto del 2015 al termine di una riunione inter-istituzionale in Prefettura sull’emergenza cighiali a Roma Nord sarebbero state sufficenti a evitare la tragedia. Certo è che il programma di interventi è stato disatteso. Il piano prevedeva, tra le altre cose, l’introduzione del limite di velocità e l’installazione dei cartelli di pericolo lungo via Panattoni, via Trionfale, via Flaminia (a partire da Tor di Quinto), via Tiberina e via Cassia, nel tratto compreso tra Corso Francia e via Oriolo Romano: proprio dove è avvenuto lo scontro che è costato la vita ad Alessandri. Sarabbe spettato al Comune intervenire sulla Cassia. La giunta Marino cadde da lì a pochi mesi e non se ne fece più nulla.

Adesso il Comune, per frenare l’invasione, starebbe vagliando l’ipotesi di utilizzare un “immunovaccino”, un farmaco che servirebbe alla sterilizzazione dei cinghiali per ridurne drasticamente la moltiplicazione.

“Stiamo affrontando le problematiche relative alla presenza dei cinghiali a Roma – affermano il presidente della commissione Ambiente Daniele Diaco e l’assessora all’Ambiente Pinuccia Montanari – e valutando l’opportunità di utilizzare un immunovaccino. È nostra intenzione applicare tale progetto alla nostra realtà cittadina, al fine di contrastare questa criticità in modo sostenibile e rispettoso dei diritti degli animali”. Nei vari tavoli tecnici, aggiungono Montanari e Diaco, “è emerso che la Regione Lazio ha acquisito le competenze in materia, ma non possiede le adeguate risorse umane ed economiche necessarie alla risoluzione del problema”.

La misura non convince

gli amministratori di prossimità. “Invece di inventarsi soluzioni improbabili, ancora da verificare – attacca Marcello Ribera, il vice presidente della commissione Ambiente e Sicurezza del municipio XV – Il Comune di Roma si deve fare promotore di un tavolo di concerrtazione con i vari soggetti interessati per mettere in campo un piano abbattimenti selettivi: è l’unica soluzione efficace”.

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