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9 feb

Roma, Casa delle Letterature: le strettoie burocratiche che soffocano la cultura

Nella confusione che ormai domina quasi tutti i fronti della vita cittadina, si è aperto anche il capitolo Casa delle Letterature. L’assessore alla Crescita culturale, Luca Bergamo, annuncia il “reintegro ufficiale” della struttura di piazza dell’Orologio nel sistema delle biblioteche di Roma. Non sarebbe negativo di per sé, ma Casa delle Letterature non è solo una biblioteca. Il fondo della biblioteca appartenuta a Enzo Siciliano ha un immenso valore, si tratta di un cospicuo numero di volumi di letteratura, storia dell’arte, filosofia soprattutto novecentesca e spesso in prime edizioni autografate. Ma si tratta di una acquisizione che ha arricchito una struttura che dal 2000 ha una sua identità forte. Senza accortezza si rischia di disperderla.

Casa delle Letterature, sotto la direzione di Maria Ida Gaeta, ha definito un modello di polo culturale che nel tempo si è esteso a strutture come Casa del Jazz, Casa del Cinema e Casa dei Teatri, ha ospitato mostre, omaggi a grandi scrittori, ha fatto nascere il Festival Letterature di Massenzio, la manifestazione più internazionale che esista a Roma sul piano letterario. Che cosa succede? Quali sono di preciso i nuovi indirizzi e il nuovo corso di cui si parla, quali le motivazioni effettive del “cambio di rotta” e della sostituzione di Gaeta?

Non si coglie come ha scritto ieri su “Repubblica” Marco Lodoli – il “capo di imputazione”. Gaeta, tra l’altro, non è un direttore artistico esterno, ma lavora all’interno dell’amministrazione comunale dal 1980. Quando la nota dell’assessore annuncia che Casa delle Letterature “diventa oggi un polo di ricerca, sperimentazione e verifica per progetti di promozione della lettura”, sembra ignorare che “polo di ricerca, sperimentazione e verifica” è stata fin qui: per diciassette anni! Tanto più che negli ultimi anni, con cambi di giunta e scossoni continui al Campidoglio, commissariamenti, la struttura è andata avanti in sostanza senza fondi, continuando tuttavia a proporre esclusivamente attività di ricerca scientifica in campo umanistico e di promozione della lettura. Da qualche tempo è stato oltretutto oscurato il sito, per mancato rinnovo del dominio – cifra ridicola. Dunque al momento è impossibile anche

consultare il catalogo del fondo bibliotecario e l’agenda degli eventi.

La prossima serata sul Meridiano Malerba o la presentazione di un libro con Michela Murgia – annunciate dalla nota dell’assessore – in che modo segnerebbero questo urgente “scarto”, questa cesura? Il quadro risulta perlomeno poco chiaro. Non blindiamo Casa delle Letterature nelle strettoie di una visione burocratica, nervosa e approssimativa della vita culturale romana. Siamo ancora in tempo.

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