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14 feb

Roma, caso Marra -Scarpellini: Procura verso il rito abbreviato

L’inchiesta che coinvolge per un episodio di corruzione Raffaele Marra, ex braccio destro della sindaca Virginia Raggi, e l’imprenditore Sergio Scarpellini potrebbe approdare in tempi relativamente brevi in un’aula di tribunale. L’ipotesi che la Procura di Roma possa avanzare una richiesta di giudizio immediato, saltando la fase dell’udienza preliminare, appare ormai piu’ che ragionevole.

Marra, detenuto in carcere dal 16 dicembre scorso, ha preferito avvalersi ieri della facoltà di non rispondere, riservandosi di parlare solo alla fine delle indagini, una volta presa visione di tutti gli atti raccolti a suo carico, mentre Scarpellini (che dopo pochi giorni trascorsi a Regina Coeli ha ottenuto gli arresti domiciliari), anche oggi, in tre ore di interrogatorio, ha confermato agli inquirenti di aver erogato negli anni “utilita’” a una serie di altri soggetti, tra dirigenti e funzionari del Campidoglio ed esponenti della politica locale, per avere in cambio aiuti e agevolazioni nell’assegnazione di appalti alle sue imprese.

Per chi indaga sull’episodio di corruzione che lega Marra a Scarpellini, la prova raccolta appare evidente: dai conti correnti del costruttore sono usciti nel 2013 ben 367mila euro, che sono stati utilizzati da Marra per acquistare un appartamento in via Prati Fiscali, poi intestato alla moglie.

Si tratta di una “consistente regalia”, analoga a un’altra avvenuta nel 2010 e ormai prescritta (legata all’acquisto di un immobile in zona Eur con sconto di 500mila euro a beneficio di Marra), che per i magistrati di piazzale Clodio “trova spiegazione esclusivamente in una logica corruttiva”, il che spiega come “la ripetuta profferta di disponibilita’ operata dallo stesso ex capo del Personale del Campidoglio in una conversazione telefonica del primo luglio scorso con la segreteria di Scarpellini appaia chiaramente collegata al mercimonio della funzione”.

Le compravendite immobiliari al centro dell’inchiesta risalgono agli anni passati, ma il 30 giugno 2016, Marra, parlando al telefono con la segretaria di Scarpellini, assicurava di essere “totalmente a disposizione” dell’imprenditore.

Secondo la procura, tra le ‘regalie’ di Scarpellini a Marra ci sarebbe il pagamento da parte dell’imprenditore di buona parte dell’appartamento nel quale Marra risiede, da lui acquistato

nel 2013 dall’Enasarco, e per il quale Scarpellini avrebbe fornito oltre 367 mila euro.

A inizio settimana Marra, per bocca dei suoi legali, aveva fatto sapere ai pm di esser disposto a un nuovo interrogatorio solo a indagini preliminari concluse sia sulla vicenda che lo vede indagato per corruzione con Scarpellini, sia su quella nella quale risponde di abuso d’ufficio con Virginia Raggi per la nomina a capo del dipartimento Turismo del Campidoglio di suo fratello Renato.

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