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19 ago

Roma, “Cassia buche sparite”. Ma transenne e crepe rimangono sull’asfalto

“Questa è via Cassia il 15 agosto e le buche non ci sono più. Continua la manutenzione delle strade a regola d’arte. Sono bandi pubblici e atti amministrativi con un unico interesse, quello pubblico. Finalmente!”. Così scriveva due giorni fa su Facebook Paolo Ferrara, capogruppo M5S in Campidoglio. A leggerla, pare che siano stati riasfaltati tutti e venti (circa) i chilometri che da Ponte Milvio portano all’estrema periferia romana.

In realtà, però, eccetto alcune buche rattoppate e alcune lingue di pavimentazione stradale qua e là, sono stati completamente riasfaltati meno di 2 chilometri. Circa un 10% della via Cassia “capitolina”, dunque, che va all’incirca da via dei Due Ponti a via di Grottarossa. Che, certo, sarà pure un buon inizio, anche se nell’insoddisfazione di numerosi cittadini e nei dubbi dei comitati di quartiere, che si chiedono quanto ancora bisognerà attendere per vedere la strada completamente rimessa a nuovo.

Superando il tratto nuovo – facilmente distinguibile da quello vecchio grazie al colore più scuro del manto stradale e alla segnaletica orizzontale ridipinta da pochi giorni – non si devono percorrere troppi chilometri per ritrovarsi in una strada dall’asfalto usurato, crepato, con rigonfiamenti causati dalle radici e qualche buca, strisce pedonali sbiadite, aghi di pino e foglie che spesso coprono i tombini. Tomba di Nerone, Giustiniana, La Storta: la storia non cambia.”Bellissimo quel tratto rifatto – spiega Francesco Petrucci, presidente del Comitato di Quartiere La Giustiniana e Dintorni – Ma quest’esultanza è eccessiva”.

Appena si supera quel tratto rimesso a nuovo la situazione cambia. “Tra l’altro il 29 luglio su via Cassia è andato a fuoco un bus: nessun ferito, fortunatamente, ma dopo venti giorni è ancora transennata l’area, con secchio e palina bruciati”, aggiunge la consigliera dem del XV municipio Agnese Rollo.

Preoccupate le famiglie dell’elementare e delle due medie di via Cassia. A meno di un mese dall’inizio di scuola,

“la segnaletica orizzontale e quella verticale lasciano a desiderare – dice Raffaele Bertini, dell’Associazione Genitori Amici dell’ICS La Giustiniana – e con 900 bambini che dovranno attraversare siamo preoccupati”. Per questo nasce l’iniziativa del “piedibus”: come uno scuolabus, ma a piedi e in fila indiana, con i bimbi collegati da un filo. “Vorremmo che le istituzioni mostrassero un po’ più di sensibilità”, aggiunge Bertini

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