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24 mag

Roma, Città altra economia, concessione a rischio. “Irregolarità e subaffitti, convenzione violata”

La Città dell’Altra Economia rischia di perdere la sua sede testaccina. E questa volta Affittopoli non c’entra nulla. A far scattare il procedimento di decadenza della concessione dei 13 mila metri cubi che comprendono anche un supermercato bio, il bar Cafè Boario, il ristorante Stazione di Posta e il laboratorio culturale Tana liberi tutti è stata una serie di subaffitti vietati dalla convenzione stipulata tra il Campidoglio e il consorzio Cae. Nel contratto protocollato il 31 luglio 2012, il dipartimento Politiche per la riqualificazione delle periferie è chiaro: è vietata “la cessione, diretta o indiretta, dei diritti di gestione, animazione e funzionalizzazione” del segmento finale dell’ex Mattatoio.

L’articolo 11 della convenzione, a giudicare dall’atto con cui a novembre è stato notificato l’avvio del procedimento di decadenza della concessione, non pare essere stato rispettato: tra il 2014 e il 2015 alcuni dei servizi e degli spazi affidati dal Campidoglio alla Città dell’Altra Economia, dalla ristorazione al bar, risultano gestiti da tre soggetti che non rispondono al nome del consorzio Cae. A Campo Boario hanno lavorato grazie a tre contratti di affitto di ramo d’azienda. Quanto basta per invalidare il contratto di concessione.

Il tempo, poi, non sembra aver sanato gli abusi. Anzi: in occasione dell’ultimo Natale di Roma, i controlli di carabinieri e vigili urbani hanno portato alla luce un giro ancora più ampio di sublocazioni e irregolarità. Nel mirino è finita la manifestazione “Eterna 2016”. Nei cinque giorni di eventi, pare essere accaduto di tutto entro le mura della Città dell’Altra Economia. Sono le stesse che il 3 maggio hanno ospitato il confronto pre-elettorale tra Giachetti (Pd), Raggi (M5s) e Fassina (Si) e in estate faranno da casa al festival Eutropia. Carte alla mano si può ricostruire un duplice subaffitto: il consorzio ha prima locato per 6 mila euro il piazzale di Campo Boario, la sala convegni e la hall all’associazione Palio di Roma. A sottoscrivere il contratto è stato uno dei soci di quest’ultima e organizzatore della kermesse: è Marco Acciari, tra l’altro dipendente del segretariato generale della Regione. A quel punto la Palio di Roma ha incaricato la Vinoforum Eventi di portare nel piazzale 40 camion bar: ogni postazione è stata venduta a 800 euro, per un totale di 32 mila euro da dividere tra Palio di Roma e Vinoforum.

Nei controlli culminati con un’ispezione a sorpresa il 25 aprile i verificatori hanno trovato 41 chioschi su ruote non autorizzati. Con loro i commercianti avevano soltanto una comunicazione di vendita temporanea inviata al municipio I per raccomandata proprio nel giorno di inizio di “Eterna 2016”, il 21 aprile. Un documento con più di una virgola fuori posto: doveva essere presentato on-line, come ogni Scia, e inoltre avrebbe dovuto elencare tutti i camion bar. Alcuni, ora potenzialmente abusivi, non erano in elenco. Altra nota dolente, i 17 stand di bigiotteria e abbigliamento con Scia temporanee spesso neanche firmate o

prive di riferimenti spaziali o temporali. Problemi anche sui concerti: per gli show è stata richiesto solo il parere del dipartimento Cultura del Comune che, sebbene favorevole, non equivale a un’autorizzazione. Mai richiesta, invece, quella per gli “intrattenimenti danzanti”. Dubbi anche sul concerto dei 99 Posse del 25 aprile negli spazi esterni del centro sociale Villaggio Globale: per le forze dell’ordine neanche questo spettacolo è stato autorizzato.

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