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14 mar

Roma, condannato a 12 anni l’aggressore di Colle Oppio

L’aveva avvicinata in un locale a poca distanza dalla stazione Termini. Aveva carpito la sua fiducia assicurandole che l’avrebbe accompagnata in albergo: una scusa per portarla in un luogo appartato e mettere in atto il suo piano di violenza. L’aggressione violenta e poi lo stupro e la rapina. Per questa vicenda, avvenuta a Roma il 3 ottobre del 2016, Eduard Oprea, cittadino romeno di 41 anni, è stato condannato a 12 anni e 6 mesi per violenza sessuale aggravata, lesioni e rapina. Vittima una turista australiana che all’epoca dei fatti aveva 49 anni. La Procura aveva chiesto una condanna a 10 anni e sei mesi.

Teatro dell’aggressione il parco di Colle Oppio. L’uomo violentò la turista, dopo averla stordita con un pugno al viso. Non contento, il romeno si appropriò anche della borsa della donna contenente cinquemila dollari, 150 euro ed un telefono cellulare. La turista australiana riportò ferite al naso, un trauma cranico facciale e la frattura arco anteriore della quinta e sesta costola di sinistra.

Nel corso della requisitoria la pm Claudia Alberti ha ricostruito tutte le fasi dell’aggressione. “Abbiamo una donna che è stata stuprata mentre era priva di coscienza”, ha affermato la magistrata davanti ai giudici della V sezione penale. “Un uomo che senza alcuna pietà, dopo aver abusato di lei, le ha rubato tutto, lasciandola nuda in strada”.

Oprea fu arrestato dalla polizia alcuni giorni dopo su un treno della linea Roma-Viterbo e aveva ancora il contenuto della borsa rapinata dopo la violenza sessuale. I giudici hanno disposto l’allontanamento

del condannato dal territorio italiano a “pena espiata in quanto soggetto socialmente pericoloso”.

Nel corso dell’incidente probatorio, svolto il 17 ottobre di due anni fa, la vittima riconobbe il suo aggressore. Per l’avvocato difensore di Oprea, Andrea Palmiero, “non c’è stata alcuna violenza sessuale: il test del Dna ha dato ragione alla difesa: non c’è stata violenza sessuale. Daremo battaglia in Appello”.

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