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20 mag

Roma, corteo CasaPound e contro-sfilata Anpi: 2mila agenti schierati

È partito da una piazza Vittorio blindata il corteo di Casapound, guidato da un enorme manifesto con su scritto “Difendere l’Italia con lo spirito degli eroi del Piave” con a fianco l’immagine del ‘Fante del Carso’ e la tartaruga simbolo del movimento. In prima fila anche una bandiera di Alba Dorata. Più in basso davanti ai manifestanti un altro striscione con su scritto “L’Europe s’ insurge contre la fatalite!”. I manifestanti, che ricordano oggi Dominique Venner, scrittore francese suicida a Notredame, sfileranno nella Capitale per raggiungere Colle Oppio, dove è previsto il concerto ‘Tana delle Tigri’. Non lontano da piazza Vittorio, a piazza dell’Esquilino è in corso il presidio di antifascisti e antagonisti.

Roma, corteo CasaPound e contro-sfilata Anpi: 2mila agenti schierati
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“Faremo una manifestazione senza tensioni e senza allarmi sociali – ha detto Gianluca Iannone, presidente di Casapound – Casapound vive a Roma da 12 anni, fa politica alla luce del sole, volontariato, sport e comunità. Il corteo è in parallelo con altre capitali. Questa giornata è dedicata al sacrificio di Dominique Venner, scrittore francese suicida a Notredame nel 2013”.

“Fare un corteo che parte da piazza Vittorio non è una provocazione – ha aggiunto – Noi viviamo qui, la nostra sede è a pochi passi, è provocatorio chi dice che non siamo benvenuti”. “Non c’è apologia del fascismo, resto basito quando ne parlano – ha aggiunto – la guerra è finita 71 anni fa, e qui non ci sono né bandiere del Pnf né divise. Noi abbiamo già fatto cortei in altre città, questo è il terzo corteo che facciamo a Roma. È ridicolo che ogni volta si debba ripartire dall’inizio, e si parli di allarme sociale. Noi siamo una comunità pacifica, ma è chiaro che se attaccati rispondiamo”. Al corteo partecipa anche il candidato sindaco di Roma Simone Di Stefano. Ma già si registrano le prime tensioni: due ragazzi che avevano sul casco un adesivo con una celtica sarebbero stati malmenati fuori dalla fermata della metro Cavour da un gruppo di persone che stava raggiungendo il presidio antifascista di piazza dell’Esquilino

A poche centinaia di metri c’è il presidio antifascista dell’Anpi La piazza è blindata: ai lati del quadrante sono schierate le forze dell’ordine con camionette e agenti per evitare incursioni provenienti dal corteo. La manifestazione è iniziata al canto di ‘Bella ciao’, intonata dai ragazzi arrivati in corteo in piazza. Non solo solo tanti giovani, a manifestare ma anche reduci di guerra e membri delle associazioni antifasciste di Roma. Prima tra tutte l’Anpi, l’associazione dei partigiani italiani, promotrice del presidio di oggi. Il suo presidente della provincia di Roma, Fabrizio De Sanctis, ha spiegato che “il messaggio che vuole lanciare questa piazza è quello di una difesa della costituzione: siamo qua compostamente, pacificamente e vogliamo parlare della Costituzione. Noi abbiamo chiesto che non ci fosse quella manifestazione e siamo qua perché non vogliamo permettere la propaganda” di quelle forze di destra.

Fabio Pietrobarbaro, presidente romano di Anvrg, l’ associazione nazionale veterani e reduci garibaldini, ha invece parlato della volontà di “marcare la nostra presenza a Roma, una città che si è distinta per la lotta al fascismo: è inaccettabile che i fascisti siano ancora qua. Auspico che quest’anno il parlamento, per celebrare l’anniversario dell’assemblea costituente faccia una legge nuova che definitivamente attui la disposizione transitoria del 1946 che proibisce la costituzione di partiti inneggianti al fascismo. Non doveva essere autorizzata la manifestazione” di CasaPound – ha concluso – siamo molto preoccupati. A Roma l’auspicio è che il nuovo sindaco sia antifascista e che abbia ben chiari i valori della costituzione”.

Italo

Pattarini, presidente Fiap, la federazione italiana associazioni partigiane, si è chiesto invece: “Chi l’avrebbe mai detto che dopo 70 anni dalla liberazione sarebbe stato ancora necessario mobilitarsi in una città come Roma? A fronte di una ferita che questa città ha come le fosse Ardeatine, abbiamo il paradosso di una elezione in cui abbiamo in due liste distinte due persone che di cognome fanno Mussolini”.

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