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8 nov

Roma, da via Nazionale all’Appia i limiti giù a 30 chilometri . “E non si rifanno le strade”

NON solo solo trafficate, ma anche rovinate, dissestate, con asfalto sbriciolato, sampietrini “ballerini” e radici che bucano il manto: le strade di Roma rientrano a pieno titolo tra le più grandi croci dei romani. Che ogni mattina sono costretti a percorrerle sperando di non bucare una gomma o addirittura di non cadere rovinosamente a terra, nel caso di chi è alla guida di una due ruote. Sistemarle? Non se ne parla. Almeno per ora.

Ripararle prevedrebbe un costo troppo oneroso per il Comune e allora si cercano soluzioni rapide e alla “meno peggio”. Come i cartelli che impongono il limite di velocità di percorrenza a 30 chilometri orari, con l’aggiunta della dicitura “strada dissestata” o “radici affioranti”. E non accade solo in zone più periferiche – viale dei Romanisti, via Appia Nuova, via Casilina e via Prenestina sono solo alcuni esempi – dove da anni i cittadini chiedono interventi di sicurezza stradale.

Ma anche in pieno centro storico, un percorso a ostacoli tra cantieri, sanpietrini divelti e buche piantonate. Solo su via Nazionale se ne contano almeno tre, di cartelli posizionati per strada dissestata con limite imposto. E la media dei motociclisti che quotidianamente scivola si è alzata negli ultimi mesi. “Dal manto stradale di via Nazionale – spiega Giorgio Carra, cittadino e già candidato nel municipio I con il Pd – rimesso a nuovo nel 2010, durante l’amministrazione Alemanno, fuoriesce fanghiglia: le automobili slittano e che i motociclisti cadono. Viene da pensare ai turisti che camminano tra i negozi e leggono “strada dissestata”. Fa quasi ridere “.

Marco Duprè, motociclista è caduto solo pochi giorni fa. “Questa strada è un disastro. Tra sabbia, fango e buche quando si rallenta si comincia a “saltare” sulla sella e si cade. Il fondo non è stabile e la situazione, anche se è così da tantissimo tempo, nell’ultimo periodo sta peggiorando”. Stesso discorso a via Quattro Novembre, via Druso, via di Porta San Sebastiano e via delle Terme Deciane, tra l’Aventino e Circo Massimo, dove le radici dei pini stanno spaccando il manto stradale. Qui il limite di 30 chilometri orari è per i veicoli pesanti, superiori a 3,5 tonnellate. Ma di conseguenza, quando rallentano loro, lo fanno anche le automobili e gli altri mezzi.

“Rallento lo stesso per prudenza – spiega Matteo Filippetti, studente universitario in sella a una moto – le strade del Centro andrebbero preservate e invece sono un pericolo costante. Sono scivolato diverse volte per frenare all’improvviso. E mi sono ritrovato a terra. La situazione è anche peggio in zone come Trullo,

Bravetta e Pisana “. E anche qui, infatti, non è raro incontrare i cartelli che annunciano che la strada è dissestata. “Sono tornata ieri da Firenze e la differenza con le altre grandi città italiane è davvero troppa. Le strade della città sono in uno stato tragico, mettono a rischio l’incolumità di chi guida – commenta Gianna Pieragostini, una passante – Roma ormai è finita e questo è una delle tante, troppe cause”.

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