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16 giu

Roma, dalla Filarmonica al centro sociale: il Tar conferma gli sfratti di Affittopoli

Gli effetti di Affittopoli continuano a farsi sentire. I ricorsi di associazioni e Onlus che hanno ricevuto la lettera di sfratto del Comune si moltiplicano e spetta al Tar del Lazio decidere su casi più che spinosi. Ieri i giudici della II sezione ne hanno esaminati altri tre. Nel calderone sono finiti l’Accademia Filarmonica Romana, il centro sociale La Torre e l’associazione Grande Cocomero di San Lorenzo. Salvo possibili ricorsi al Consiglio di Stato e cambi di orientamento della magistratura amministrativa, dovranno riconsegnare al Campidoglio le loro sedi.

Ma procediamo caso per caso. Fondata nel 1821, l’Accademia Filarmonica Romana è un ente privato senza scopo di lucro che organizza concerti e balletti, ha una sua scuola di musica e una biblioteca con un archivio storico ricco di importanti spartiti a stampa e manoscritti. Per il Tar, però, già da anni non ha più alcun titolo per occupare la Casina Vagnuzzi al civico 118 di via Flaminia, a due passi da piazza del Popolo. “L’atto di concessione a titolo oneroso in favore dell’Accademia Filarmonica – si legge nell’ordinanza – stipulato in data 4 settembre 1991, è scaduto in data 31 dicembre 1996 ed era comunque rinnovabile solo per ulteriori sei anni”.

Bocciato anche il ricorso del centro sociale La Torre di Casal de’ Pazzi, intestato ufficialmente all’associazione La Locomotiva. Nonostante le iniziative e i tentativi di dialogo con l’amministrazione, l’iter per la riacquisizione degli spazi da parte del Comune è andato avanti. Per mesi, poi, sono stati organizzati eventi per raccogliere i fondi necessari a sostenere le spese dei ricorsi. Ieri, però, è arrivata la mazzata. “In assenza di idoneo titolo abilitativo all’occupazione dell’immobile”, i ragazzi de La Torre dovrebbero riconsegnare gli spazi del centro sociale al Campidoglio. Chiara la posizione di quelli che per il Comune sarebbero occupanti abusivi: “Con il pretesto del recupero del debito, della messa a valore del patrimonio pubblico, del bando pubblico come unico strumento di “trasparenza”, la giunta Marino prima e il commissario Tronca poi hanno messo in campo un attacco frontale alle esperienze di autogestione

esistenti a Roma”.

L’ultimo ricorso esaminato e respinto dal Tar è quello del Grande Cocomero, che dovrà riconsegnare la sede di via dei Sabelli. L’associazione fondata oltre 23 anni fa dal neuropsichiatra infantile Marco Lombardo Radice si è vista recapitare un conto da 116.438,78 euro. Tanto, una delle poche realtà per attività ricreative e artistiche rivolte ai minori con disturbi psichici, dovrebbe restituire al Campidoglio.

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