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22 mar

Roma, dall’Accademia di Danimarca 1,5 milioni per l’ampliamento del Foro di Cesare

“Oggi è un momento felice perchè grazie al lungo lavoro della sovrintendenza capitolina ai beni culturali abbiamo siglato nei giorni scorsi una convenzione con l’accademia di Danimarca del valore di 1,5 milioni di euro, erogati dalla fondazione carlsberg di copenhagen, finalizzata all’ampliamento del Foro di Cesare senza alcun onere di spesa a carico dell’amministrazione capitolina”. Il vicesindaco e assessore alla Cultura Luca Bergamo ha annunciato oggi la convenzione con l’Accademia di Danimarca, del valore di 1.500.000 erogato dalla Fondazione Carlsberg di Copenhagen, finalizzata all’ampliamento del Foro di Cesare, tuttora l’unico dei cinque complessi architettonici imperiali a essere visibile nell’intera lunghezza originaria, mentre l’apprezzamento della sua larghezza è impedito dal fatto che un’ampia parte di esso giace ancora sotto il bordo di Via dei Fori Imperiali.

Le attività dureranno tre anni, eventualmente rinnovabili, e comprendono nella fase preliminare la realizzazione di un programma di ricerche finalizzato alla conoscenza delle varie fasi del complesso e alla sua fruizione. Seguirà la fase operativa con la realizzazione dello scavo archeologico in cui verranno effettuate le indagini stratigrafiche, la numeratura e schedatura dei reperti, il rilevamento e la documentazione grafica e fotografica dei ritrovamenti e la esecuzione degli interventi di primo restauro su murature e materiali.

L’area corrispondente all’antico Foro di Cesare è stata in larga parte scoperta nel corso di due ampi interventi di scavo realizzati dal Governatorato i Roma nel 1932-1933 e dalla Sovrintendenza Capitolina nel 1998-2000. Attualmente sono visibili i lati occidentale e meridionale, occupati dai portici, e un ampio tratto di quello corto settentrionale al cui centro rimangono i resti del Tempio di Venere Genitrice, con tre colonne della peristasi rimontate nel 1933. Obiettivo dello scavo è quello di riportare alla luce il fianco orientale del tempio e l’intero portico orientale della piazza, attualmente sepolti sotto la sede stradale di via dei Fori Imperiali e sotto i marciapiedi e le aiuole che la fiancheggiano. Lo scavo potrebbe aggiungere, inoltre, importanti dati storico-scientifici alla conoscenza delle vicende medievali e moderne del monumento; nel sottosuolo è infatti presente una ricca sequenza stratigrafica riguardante soprattutto i secoli centrali del Medioevo, quando nell’area della piazza si insediò un agglomerato umano con le tipiche abitazioni dell’epoca,

delle quali sono stati ritrovati molti resti.

Sulla base della sequenza stratigrafica è poi prevedibile anche il ritrovamento di nuove sepolture afferenti a una necropoli protostorica dei secoli XI-X a.C. della quale tra il 1998 e il 2008 sono state già scavate 10 tombe, reperti importantissimi che consentono di ricostruire il paesaggio pre-urbano della nascente città di Roma e di gettare ulteriore luce sulle modalità della sua fondazione.

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