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22 giu

Roma, De Magistris e Varoufakis al Baobab: “Lanciamo il movimento delle città ribelli”

“Auguro buon lavoro a Virginia Raggi. Spero che tra Napoli e Roma, che sono due città che si toccano, ci possa essere un rapporto di fattiva collaborazione. Noi siamo la città che abbatte muri, che non ha confini, non ha pregiudizi e guardiamo con interesse a chi è contro il sistema”. Nel giorno dell’insediamento in Campidoglio, Raggi, incassa gli auguri del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. Il leader di Democrazia autonomia, rieletto a Palazzo San Giacomo con il 66,85 per cento delle preferenze (ha sconfitto l’avversario di centrodestra, Gianni Lettieri) lo ha fatto dal luogo romano simbolo dell’accoglienza, l’ex centro Baobab di via Cupa. In mezzo alle tende, circondato da un pubblico di 500 persone, De Magistris ha dialogato con l’ex ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, fondatore di DiEM25, un movimento paneuropeo nato per richiedere la piena democratizzazione del continente entro il 2025.

E dalla lingua d’asfalto che incrocia la Tiburtina, in quel boccone di città tra la stazione e il Verano, hanno lanciato il movimento delle città ribelli. Puntano a costruire una nuova Europa, “dei popoli e non della finanza”. Guardano all’esperienza napoletana di de Magistris, ma anche alla “Barcelona en comù” del sindaco Ada Colau, oppure a Podemos, che secondo i sondaggi si appresta a governare in Spagna. Nel giorno in cui la Gran Bretagna è chiamata a pronunciarsi sulla permanenza o meno nell’Unione europea, Varoufakis è tornato a sottolineare l’importanza di un cambio radicale di rotta nelle politiche dell’Ue. “Gli inglesi non rifiutano l’Unione in se – dice – ma il modo in cui Parigi, Bruxelles e Roma la stanno disintegrando. Adesso è il momento di salvarla, senza ricette per esperti, ma seguendo la volontà dei cittadini”.

E allora De Magistris torna a sottolineare l’importanza che hanno assunto nella sua città i comitati cittadini, senza i quali il processo per il risanamento del mare di Bagnoli sarebbe stato “più lungo – precisa – Da quando io sono sindaco, a Napoli non ci sono più sgomberi – aggiunge – perché le realtà sociali che occupano gli spazi abbandonati per riqualificarli e rimetterli a disposizione della cittadinanza, sono una risorsa per la città e io vado stringergli la mano, non gli mando la polizia”.

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Ma tornando al Baobab e alla gestione delle politiche migratorie, De Magistris afferma che “dobbiamo armare le mani dei cittadini di cesoie per tagliare le barriere di filo spinato. Dobbiamo abbattere i muri e creare comunità aperte”. Anche su scala internazionale De Magistris auspica una politica che torni a puntare sul capitale umano. Proprio come ha fatto lui, in una Napoli che cinque anni fa era senza risorse “il Comune pagava le ditte esterne a 5 mesi e oggi paga a 40 giorni”. I cittadini l’hanno votato.

“Adesso però -avverte il leader di

DiEM25 – dobbiamo salvare l’Europa. Come? Tutti insieme disobbediremo. Creeremo un’agenda pan-europea, creeremo una rete di città e governi.

Stabilizzeremo rovesciando l’austerità con un new-deal. Non è un progetto per esperti ma per cittadini”. E il Baobab è all’interno i questo percorso. “Noi saremo qui fino all’ultimo migrante”, promette Andrea Costa, il coordinatore dei volontari. Il pubblico applaude.

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