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18 ago

Roma, Di Francesco: “Sconfitta di Vigo colpa mia, non sono un integralista”

ROMA – La prima panchina ufficiale con la Roma sembra non creargli particolari emozioni, convinto che il lavoro fatto fino a questo momento lo ripagherà. Eusebio Di Francesco sa di avere i riflettori puntati addosso, e la prima a Bergamo della sua squadra è già un esame. “Quando si inizia a fare un lavoro, si cerca di dare delle certezze – spiega il tecnico – il vero segreto è la capacità di interpretare e mi sembra assurdo sentir già parlare di problemi legati al 4-3-3. Vi fossilizzate sui numeri e non su un calcio dinamico. C’è tanto da lavorare, ma mi sembra davvero eccessivo mettere in discussione tutto dopo i 30 minuti di Vigo. Andremo avanti col 4-3-3, che è un sistema dinamico e non statico. Anche in passato ho cambiato in tante occasioni”. Si innervosisce, Di Francesco, di fronte allo scetticismo che avvolge la sua Roma e ai timori legati a un mercato ancora incompleto.

BERGAMO – “Voglio partire subito forte contro l’Atalanta, con una grande prestazione da parte della squadra, che a Vigo non mi è piaciuta per niente”. Eusebio sa bene le difficoltà del campo di Bergamo, ha visto le loro amichevoli e spera che i suoi abbiano “Una gran voglia di fare bene e di imporre il proprio gioco”. In attacco giocheranno Drefrel, Dzeko ne Perotti, in attesa che il ds Monchi porti nella capitale un esterno destro a sostituzione di Salah. “Non è il giorno per parlare di mercato – fa muro il mister – nella testa c’è solo l’Aatalanta. Poi nei prossimi 12 giorni di mercato può succedere di tutto in tutti i ruoli”. Meglio, allora, concentrarsi su quelli che al momento sono a disposizione. “Spetta solo a noi cambiare i giudizi, abbiamo l’occasione per dimostrare che non siamo quelli di Vigo. La colpa di quel primo tempo è solo mia. Io devo far cambiare idea del fatto che non sia un integralista, ma sono stato scelto per il mio modo di vedere calcio. Sono stato scelto è per portare avanti le mie idee, non posso scimmiottare quelle di qualcuno che è seduto da qualche altra parte. Il campo, poi, darà le sue risposte.

NAINGGOLAN- DEROSSI – Dal centrocampo Di Francesco si aspetta che faccia la differenza. “De Rossi mi aspetto sia il leader della squadra, con la sua romanità e il suo desiderio di mettersi a disposizione della squadra. Nainggolan ha delle potenzialità enormi mi aspetto di più da lui, può fare nelle due fasi molto bene. Per il resto non amo parlare dei singoli, ma del collettivo”. Gli unici dubbi legati alla formazione anti- Atalanta, sono legati al centrale che farà coppia con Manolas. Ballottaggio Moreno- Juan Jesus, con il secondo che sembra in vantaggio. Gli esterni bassi saranno Peres e Kolarov, con il portiere Alisson all’esordio in serie A, dopo una stagione da secondo, con 19 presenze nelle coppe.

TOTTI – Sarà la prima da dirigente al seguito della squadra per Totti, che sarà a Bergamo in tribuna. “La sua presenza è motivo di grande orgoglio: sono felicissimo di averlo con noi” sorride Di Francesco, che si gode la presenza del suo ex compagno di squadra e preferisce non fare pronostici. “Non faccio griglie, mi preoccupo solo di valutare la mia squadra. In tanti si sono rinforzati, sarà un campionato più competitivo, ci sarà meno distacco tra la prima e la seconda, di questo ne sono sicuro. Il Milan e l’Inter, poi, si sono rinforzate, il Milan in particolar modo”.

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