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4 ago

Roma, dramma a Morlupo, case distrutte, elicotteri: acqua dalle piscine. Evacuato il centro storico di Capena

È ancora in corso l’incendio che è divampato nelle prime ore di ieri pomeriggio tra Capena e Morlupo. Lo riferisce la sala operativa unificata permanente della Protezione civile della Regione Lazio. E vista la gravità della situazione, il sindaco di Capena, Roberto Barbetti, ha disposto l’evacuazione del centro storico. Sul posto stanno operando in questo momento 3 elicotteri della flotta aerea regionale, un canadair del Corpo nazionale dei vigili del Fuoco e a terra sono attive 20 associazioni di volontariato con circa 100 volontari di Protezione civile che stanno lavorando con 2 autobotti e vari pick up, a protezione della cittadinanza. L’Agenzia regionale di Protezione civile si è messa a disposizione del sindaco per eventuali esigenze di assistenza alla popolazione. Un altro incendio sta intanto interessando il comune di Capena in via Madonna Due Ponti e il comune di Morlupo a Santa Lucia. Sul posto vigili del Fuoco con 14 mezzi, canadair, elicotteri e carabinieri della compagnia di Monterotondo con 7 pattuglie.

Proprio a Morlupo sono state evacuate circa 40 abitazioni, per un totale di 150 persone allontanate. Sembra che le fiamme abbiano coinvolto giardini ed infissi di due villette. “La situazione è di massima allerta ma sotto controllo fanno sapere – gli uomini del soccorso – anche se l’operazione dei vigili del Fuoco e della protezione civile andrà avanti tutta la notte.

C’è la signora di 90 anni con una pompa in mano, in giardino, che cerca di spegnere le fiamme. C’è la famiglia in vacanza che quando tornerà troverà la casa completamente mangiata dalle fiamme: il loro cane, appena l’incendio ha raggiunto le porte, è stato salvato dai vicini: “Non voleva venire via, è molto legato alla sua casa. Abbiamo dovuto prenderlo in braccio e portarlo al salvo di peso”, racconta la signora che se ne stava prendendo cura. Mezzo uliveto di un’altra famiglia è stato distrutto dalla forza del rogo.

E sono solo alcune delle situazioni che sta vivendo Morlupo e più in particolare nella frazione Santa Lucia in queste ore: l’incendio che ieri si è sviluppato da quattro punti diversi a Capena, stanotte si è infatti trasferito dall’altra parte della vallata di campi incolti, tra via Roberto Rossellini e località Santa Lucia, dove stanno bruciando abitazionie dove ora per domare la furia si trovano tre moduli della protezione civile, quattro elicotteri, due autobotti dei vigili del Fuoco. Ed elicotteri che si stanno rifornendo di acqua dalle piscine della zona.

La gente grida per la strada, piange, non capisce perché. “È sicuramente un incendio di origine dolosa, ce l’hanno spiegato in via ufficiosa” racconta un uomo. “È partito da quattro punti distinti e tutti dall’altra parte della vallata, a Capena: poi, è stato sufficiente un alito di vento, ed eccolo arrivato qui”.

Viviana ha rischiato di perdere la casa, sbruciacchiata ma ancora in piedi, salvata dalla protezione civile e dai pompieri, “dei veri eroi, restano qui, fanno turni lunghissimi, ci aiutano, ma non ci sono i mezzi sufficienti, questo è il vero problema” spiega. “Ma poi c’è un altro fatto” spiega. “Ed è che, visto che ogni agosto è la stessa storia, noi ci siamo organizzati con un servizio volontario di sorveglianza: per questo è partito dall’altra parte della valle per poi arrivare oggi fino a noi”. Piromani, dunque, tenuti alla larga dalla paura di essere scoperti. Ma perché dare fuoco?

“Oltretutto la situazione in campagna è terribile: siamo in mezzo a terreni abbandonati, è davvero drammatico. Per fortuna sono arrivati i vigili del Fuoco, la protezione civile” continua Viviana. “La situazione è pericolosa, davvero: ci hanno anche detto che i focolai possono ripartire e che oggi sarà sicuramente peggio di ieri. C’è stato un alito di vento ed è ripartito tutto e ci siamo trovati con le fiamme dentro casa: se non arrivava la protezione civile la nostra casa era persa come quella della mia vicina”.

La scena è stata da incubo. “Ci siamo trovati davanti un muro di fuoco” ricorda la signora. “Noi viviamo in una zona da incendi da sempre, ogni agosto ce lo aspettiamo, l’amministrazione comunale ha fatto di tutto per aiutarci, ma ogni anno i campi abbandonati vanno in fiamme: è per questo che abbiamo istituto un il servizio di sorveglianza volontario di cui le dicevo prima, un volontariato gestito protezione civile, con tante persone che per spirito di comunità si dedicano a questo ogni anno. Ma ripeto l’incendio non è generato dalla parte dove storicamente partono gli incendi, nella valle di Morlupo: ma da un fronte ancora più grosso, da Capena e ce lo siamo ritrovato davanti: un muro di fuoco che non si poteva gestire, che non si può gestire. Sono in grado di fare qualcosa solo i canadair.

Dunque i vigili del Fuoco che hanno operato per tutta la notte per spegnere l’incendio divampato ieri a Capena, oggi si sono trovati di fronte a Morlupo, mentre nella prima ancora molti focolai sono da domare. Hanno operato 14 mezzi dei pompieri, squadre, chilolitrica e autobotti e moduli della Protezione Civile.

Ieri sera intanto si sono registrati roghi nel campo nomadi di via di Salone e al cimitero di Prima Porta. Sono intervenute squadre dei vigili del Fuoco che hanno operato anche nella notte. A bruciare sterpaglie. Alle venti di ieri sera sono stati almeno 60 gli interventi dei pompieri con una percentuale molto alta di incendi di sterpaglie. E, sempre nella serata di venerdì, le fiamme si sono alzate anche in via Tuscolana all’altezza via di Casal Morena.

Sul fronte A24, dove tra via Portonaccio e via Fiorentini ieri pomeriggio è scoppiato un incendio a ridosso di un distributore di benzina, si stanno svolgendo indagini sull’uomo trovato deceduto nel luogo del rogo. In un primo momento si era pensato che fosse perito tra le fiamme, ma poi a un più attento esame è risultato chiaro che fosse morto già

da due, tre giorni: gli investigatori, coordinati dal pm Francesco Minnisci, hanno stabilito che si tratti di un uomo di circa 60 anni. A un primo, superficiale, esame del corpo sembrerebbe che non vi siano segni di violenza. Nei prossimi giorni verrà assegnato il team che procederà all’autopsia per definire meglio le cause delle morte. Intanto attraverso le impronte digitali e le testimonianze di chi vive nella zona si sta tentando di risalire alla sua identità.

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