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28 ago

Roma, emergenza alloggiativa: “Un albergo per i rifugiati vicino a piazza Indipendenza”

Nella basilica di Santi Apostoli, in via dei Fori Imperiali e al Verano, in zona ex Baobab. I rifugiati, assieme ai rappresentanti dei movimenti per la casa, restano in strada. Ma la prefettura non vuole più aspettare. L’obiettivo è dare un tetto agli sgomberati, sanare una situazione obiettivamente insostenibile. Per questo – in attesa del faccia a faccia Raggi- Minniti – è convocato per le 12.30 di domani a Palazzo Valentini un vertice a tre tra la padrona di casa, la prefetta Paola Basilone, il Campidoglio e la Regione. Per il Comune ci sarà alcun delegato, ma la sindaca Virginia Raggi in persona. Una presenza dal forte valore simbolico, richiesta dall’etichetta, dall’emergenza e dal bisogno di mostrare che i rapporti tra le tre istituzioni non viaggiano soltanto sulle frequenze dello scontro e la polemica.

A quel punto, con tutte le parti attorno allo stesso tavolo, partirà la proposta della prefettura. L’idea sarebbe quella di ricalcare uno schema già visto in altre città: al Comune potrebbe essere chiesto di prendere in carico i rifugiati rimasti senza un tetto dopo gli ultimi blitz delle forze dell’ordine. Nelle ultime ore hanno rifiutato di nuovo qualsiasi soluzione, compresi i circa 70 posti ancora a disposizione nelle strutture di accoglienza gestite da Roma Capitale.

La nuova proposta potrebbe essere più allettante: il Campidoglio M5S sarà invitato a stipulare una convenzione con un hotel, a offrire una sistemazione temporanea per una settimana. Al massimo 10 giorni. Il tempo necessario per consentire agli assistenti sociali del Comune di mettere nero su bianco un censimento bis. Di individuare di nuovo le cosiddette “fragilità” (donne incinte, nuclei familiari con bambini e persone malate) tra gli eritrei e i somali che vivevano nelle occupazioni di via Curtatone, a due passi da piazza Indipendenza e dalla stazione Termini, e di via Quintavalle a Cinecittà. In pieno stato di emergenza, lo sforzo potrebbe essere coperto con una minima parte dei famosi 40 milioni che la Regione ha spiegato a più riprese di aver già messo a disposizione del Comune grillino per risolvere l’emergenza abitativa.

Incontrati Virginia Raggi e i rappresentanti della Pisana – a sedersi al tavolo di domani potrebbe essere l’assessore alle Politiche abitative Fabio Refrigeri o il segretario generale Andrea Tardiola – la prefetta Paola Basilone dovrà convincere anche i movimenti per la casa. Ieri hanno richiesto di partecipare al tavolo. Da cinque giorni schierati a supporto degli accampati di via dei Fori Imperiali, vorrebbero sedersi al vertice di mercoledì per far sentire la propria voce.

La speranza di Palazzo Valentini e che l’ipotesi dell’hotel e di un secondo censimento, al momento la più

percorribile, possa essere accolta senza ulteriori polemiche. Anche perché le istituzioni faranno di tutto per venire incontro alle esigenze dei rifugiati: l’idea è quella di cercare una sistemazione non troppo distante da piazza Indipendenza. Soprattutto per favorire la continuità didattica dei bambini di via Curtatone. Secondo i dati raccolti dalle forze dell’ordine nei mesi precedenti al blitz, frequentano scuole e asili non troppo distanti dalla stazione.

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