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22 lug

Roma, ex Fiera sulla Colombo: sabato 23 luglio scaduti i termini concessi al Comune dal Tar

I trenta giorni di tempo sono scaduti. Sabato 23 luglio il Campidoglio avrebbe dovuto decidere le sorti della Fiera di Roma. Lo scorso 22 giugno, infatti, il Tar del lazio aveva concesso un mese al Comune per prendere posizione circa la delibera sulla vendita dell’ex polo sulla Cristoforo Colombo, che deve essere trasmessa alla Regione Lazio. Se nelle prossime ore non dovesse partire un input dagli uffici capitolini, il rischio potrebbe essere quello dell’arrivo di un commissario ad acta. Non certo un passaggio automatico, ma il risultato di una richiesta al Tar direttamente da Investimenti spa, la società che controlla Fiera Roma partecipata da Camera di commercio, Regione Lazio e Comune di Roma, che lo scorso aprile è ricorsa alla giustizia amministrativa contro la mancata prosecuzione dell’iter da parte del Campidoglio (all’epoca commissariato).

Il reintegro dei lavoratori. Già lunedì, senza un segnale dal Campidoglio, il cda di Investimenti potrebbe decidere di avanzare ai magistrati un giudizio di ottemperanza sull’ordinanza, accompagnato dalla richiesta di un commissario ad acta. Intanto, a quanto ha appreso l’agenzia Dire, giovedì il Tribunale ha emesso le prime 4 sentenze di reintegro per i lavoratori che Fiera Roma aveva licenziato a giugno dello scorso anno. Per gli altri 11 lavoratori – gli esuberi erano in tutto 15 – le sentenze arriveranno a settembre.

Le tappe della vicenda. Approvato dall’assemblea capitolina esattamente un anno fa, il testo doveva passare alla Regione e poi di nuovo in Campidoglio per la ratifica finale. Ma la brusca interruzione della consiliatura Marino e il conseguente commissariamento di Roma Capitale non hanno permesso la prosecuzione dell’iter. Anzi, è stato proprio il commissario straordinario, Francesco Paolo Tronca, a decidere di non inviare la delibera alla regione perchè riteneva l’invio un atto politico fuori dall’ordinaria amministrazione. Eppure, la presa di posizione dell’allora commissario ha creato non pochi problemi alla nuova fiera di roma, sull’orlo di un fallimento che solo la vendita dei vecchi capannoni sulla colombo potrebbe evitare. Ma la scelta di tronca ha stretto ancora di più la morsa dei debiti che gravano sulla fiera. Ecco perchè a rivolgersi al tar sono stati proprio i vertici di investimenti spa che si sono mossi contro l'”immobilismo” del comune di roma.

L’ordinanza del Tar. Un mese fa, il 22 giugno, con un’ordinanza, i giudici di via Flaminia hanno stabilito la linea che vede perdente la visione dell’ex commissario Tronca: “Roma Capitale provveda (entro e non oltre il termine di trenta giorni dalla comunicazione, o notificazione, se anteriore, della presente ordinanza) a pronunciarsi sulle osservazioni ai fini dell’ulteriore corso del procedimento”. Tra i motivi che hanno spinto la sezione seconda quater a stringere i tempi, le “apprezzabili ragioni di danno in capo alla società ricorrente”, ricordando espressamente “l’evidente stato di crisi” della Fiera di Roma, dimostrato anche dalla procedura di concordato preventivo aperta al Tribunale Fallimentare di Roma, oltre alla ristrutturazione del debito che Fiera ha con Unicredit, a cui è legata proprio la vendita dell’ex polo fieristico sulla Cristoforo Colombo. Il Far fissa la camera di consiglio al 4 ottobre, ma intanto chiede al Campidoglio di pronunciarsi definitivamente sulla delibera dopo l’elaborazione delle controdeduzioni presentate dal dipartimento urbanistica.

La promessa di Berdini. Una data, quella del 22 giugno, che ha trovato il Campidoglio nel pieno del passaggio tra la gestione commissariale e la nuova amministrazione targata Raggi. Tuttavia, Paolo Berdini, prima ancora di essere nominato ufficialmente assessore all’urbanistica di Roma Capitale, interpellato dai cronisti lo scorso 4 luglio, aveva promesso che “la delibera sulla valorizzazione della ex Fiera di Roma la guardiamo, con grande attenzione. Se è tutto pronto va in regione. La politica non si intromette”. E sui tempi, Berdini precisava: “Lo faremo nei termini stabiliti dal Tar. Ma non sono io che trasmetto, attenzione, sono gli uffici. C’è una assoluta

autonomia, quindi loro domani mattina possono trasmettere”.

I tempi – anche perchè, nonostante il Tribunale abbia concesso a Investimenti un’ulteriore proroga per la chiusura del concordato, i tempi restano stretti: da qua a novembre – quando Fiera dovrà rendere conto in via definitiva ai suoi creditori – la delibera dovrà essere già stata approvata dalla regione e ratificata dal Campidoglio. Il tutto, con l’estate di mezzo.

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