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4 set

Roma, Fortini rincara le accuse. L’assessora indagata mi ordinava di pulire le strade dei supporter

“PAOLA Muraro più che il ruolo di assessore interpreta quello della persona che comanda, che interviene sulla produzione dei servizi e sull’organizzazione delle dirigenze “. L’ex ad di Ama, Daniele Fortini, risponde alle nuove accuse che l’assessora gli lancia alla vigila della sua audizione in commissione Ecomafia. “Un conto – continua – era Estella Marino (ex assessora ai Rifiuti della giunta Marino ndr) che segnala problemi e chiede di intervenire, un conto sono le mail che mi inviava Muraro”.

Che mail le inviava?

“Girava in azienda le mail che le arrivavano da alcune sue sostenitrici. Le scrivevano: “Brava, devi andare avanti così. Ma sotto casa mia il cassonetto puzza ed è pieno”. Così nella mail ci chiedeva di andare a pulire proprio quel cassonetto o quella strada. Si chiamano servizi a chiamata elettorale “.

Muraro la definisce un grande affabulatore e che oggi chiarirà i fatti.

“Bene, servirà a fare chiarezza. Abbiamo avuto finora una visione diversa della legalità, quando ho visto cose che non andavano le denunciavo alla procura. Lei dice che non le ha denunciate per motivi di riservatezza”.

Ha sostenuto che non le competesse.

“Discutibile”.

Lei più volte ha detto che l’assessora mente. Perché?

“Nel curriculum dice di essere stata l’asse portante dell’accusa nel processo ecoballe, è stata la procura a smentire dicendo che era stata una semplice testimone. Faceva la consulente di Federambiente, quando io ne ero presidente, ma ha omesso di dire che ha fatto una sostituzione per maternità di una funzionaria. Non c’è nulla di personale, sono solo doverose precisazioni”.

Teme che in questa maxi inchiesta sia trascinato anche lei?

“Nessun timore, anzi sono stato io ad aver acceso i riflettori su Ama. Un capo azienda prende decisioni che devono essere tracciabili e trasparenti, ed è quello che ho sempre fatto. Più luce si fa, meglio è”.

Secondo

lei come mai Muraro nutre del risentimento nei suoi confronti?

“Muraro in Ama non era una semplice consulente, ma era molto ascoltata e influente. Poi la sua posizione è stata ridimensionata e io le dissi che quella convenzione non poteva più durare. Tutto questo suo risentimento credo che abbia a che fare con un bisogno di rivalsa e affermazione rispetto agli anni in cui era solo una consulente. Niente di più”.

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