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23 mar

Roma, Fosse Ardeatine la sindaca non va all’anniversario “Sgarbo mai visto”

C’erano tutte le principali cariche istituzionali, nazionali e locali, civili e militari, ieri mattina alla commemorazione dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, avvenuto a Roma 73 anni fa. Tutte — dal capo dello Stato Sergio Mattarella alla ministra della Difesa Roberta Pinotti, dal governatore Nicola Zingaretti alla presidente della “associazione famiglie dei martiri” Rosina Stame — ma non la sindaca Virginia Raggi, che ha preferito restarsene sull’Alpe di Siusi e spedire in sua vece il vice Bergamo. Una defezione che non passa inosservata e scatena subito la polemica politica e l’indignazione della Rete.

“Credo sia la prima volta nella storia della Repubblica, nata dalla Resistenza, che alla celebrazione in ricordo delle Fosse Ardeatine il sindaco di Roma sia assente. Raggi preferisce sciare”, accende la miccia il deputato pd Marco Miccoli. Innescando una ridda di reazioni.

“Neanche con Alemanno una vergogna simile” twitta il dem Luciano Nobili. “Una sindaca senza memoria è una sindaca senza futuro” bacchetta il sottosegretario alla Giustizia Migliore. “Ci sono appuntamenti ai quali non si può mancare: è mancanza di rispetto e indifferenza” avverte il sottosegretario alla Difesa Rossi. “Ricordare è un dovere e un monito” intervengono Cgil, Cisl e Uil.

E mentre la senatrice Valentini parla di “pesante oltraggio a un’intera comunità, quella che lei dovrebbe rappresentare”, la consigliera Baglio attacca: “È la prima volta che un sindaco diserta. A Roma anche la memoria va in vacanza”. Con il vicepresidente della Regione Smeriglio a rimarcare la differenza: “Noi siamo qui, per la città non è una giornata qualsiasi”.

Chiamata in causa, Raggi prima a lungo tace. Poi su Twitter lancia la controffensiva: “Fosse Ardeatine primo luogo visitato con fascia tricolore. Sciacallaggio contro di me non si ferma neppure di fronte al valore della memoria”, scrive dalla montagna, evocando l’omaggio reso il 23 giugno, da neo-eletta.

“Gli attacchi del Pd sono pretestuosi e intollerabili”, la supporta il capogruppo grillino Ferrara.

Ma stavolta i dem non ci stanno: “Lascia perdere gli sciacalli, il problema a Roma sono i cinghiali. Molla gli sci e torna che c’è da fare” replica il senatore Esposito. “Il sindaco doveva esserci, Raggi risparmi alla città il solito tweet per fare vittimismo”, legna Palumbo: “Fatti, non post”. Alla prossima, magari.

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