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28 giu

Roma, Frongia: “Mi occuperò di indirizzo politico e amministrativo”

“Il capo di Gabinetto non è, oggi, così come in precedenza, un direttore che firma atti amministrativi; è il responsabile dell’indirizzo politico-amministrativo del Comune e riveste un incarico di natura preminentemente fiduciaria del Sindaco. Pertanto è evidente che non vi sia alcun ‘dimezzamento’dei poteri: semplicemente, viene rispettata la legge”.Così il capo di gabinetto del Campidoglio Daniele Frongia commenta le indiscrezioni pubblicate oggi su La Repubblica che parlerebbero di suoi “poteri dimezzati”. Infine sulle “illazioni di carattere personale relativamente a presunte relazioni di carattere non istituzionale con il Sindaco” il neo capo di gabinetto Frongia ha fatto sapere di aver già sporto in passato una denuncia querela dinanzi la Procura della Repubblica.

L’incompatibilità. “Quanto alla Legge Severino (legge 190/2012) – spiega ancora Frongia – faccio presente che, nel conferire la delega al Governo per il riordino dei casi di inconferibilità e incompatibilità, esclude espressamente i vertici degli uffici di diretta collaborazione, come peraltro correttamente ricordato nei pareri sulla conferibilità della carica agli ex consiglieri. Sul controllo della legittimità degli atti e più in generale dell’andamento del Comune, vale la pena notare come oltre 20 miliardi di debito, Mafia Capitale e altre inchieste siano del tutti sfuggiti ai titolatissimi capi di gabinetto che mi hanno preceduto”.

“Solo un escamotage”. Intanto la vice presidente del gruppo Pd alla Camera Alessia Morani commenta così le scelte finora fatte dalla neo sindaca: “Con Virginia Raggi si torna alla prima Repubblica e forse neanche a quei tempi si vedevano cose del genere. Lascia stupefatti vedere la nomina, con lauto stipendio, di un consigliere comunale a capo di gabinetto. Come lascia interdetti l’escamotage di

ricorrere ad un ex fedelissimo di Alemanno per firmare quegli atti che Frongia non potrebbe sottoscrivere poichè vietato dalla legge Severino. Dunque Frongia, alla faccia della legalità, aggira la legge Severino” continua Morani. E conclude: “Se si aggiunge che la giunta si completa con assessori che hanno dato prova di certa omofobia e xenofobia o con figure scelte direttamente da Di Maio, certamente non siamo di fronte al tanto sbandierato nuovismo”.