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24 set

Roma: ‘Gay street’, genitori aggrediscono la fidanzata della figlia

Tu mi hai rovinato la vita, ora ti faccio vedere io cosa significa“. Inizia così un venerdì sera che da spensierato si trasforma in un incubo per due ragazze – entrambe poco più che ventenni – alla Gay street romana, via di San Giovanni in Laterano, la strada dove si ritrova la sera la comunità Lgbt della Capitale a pochi passi dal Colosseo. Con la madre di una delle due giovani che piomba davanti al Coming Out, noto locale di quella strada simbolo del popolo arcobaleno, e che una volta individuata quella che per lei è la fidanzata con uno strategemma la ferma, le urla quella frase e poi la colpisce con uno schiaffo. Almeno secondo alcuni testimoni.

“Eravamo seduti davanti al locale – racconta Flavio, un ragazzo che ha assistito a tutta la scena – quando due donne si sono avvicinate alla ragazza e con una scusa le hanno chiesto prima di accendere, poi una delle due le ha stretto la mano, l’ha attirata a sé e le ha urlato quella frase”. In più secondo Marco, un altro testimone, la donna le avrebbe urlato anche “Tu sei entrata nel nostro mondo e ora io entro le tuo”. Ma da lì in poi si scatena il putiferio. Urla, grida, parte uno schiaffo che prende la giovane, mentre dal Coming Out esce l’altra ragazza: con lei c’è anche il padre che era andato a cercarla per i locali che si affacciano sulla gay street.

“Lei è uscita gridando “nessuno me la deve toccare neanche voi“, poi ho visto che ha iniziato a piangere, non riusciva a respirare, aveva un attacco di panico”, ricorda Flavio. Tutti urlano. Ma alcuni testimoni notano anche che il padre era insieme a un altro uomo. Fatto sta che il gruppo, i genitori, l’altra donna e le due ragazze si allontanano di qualche metro: “Si sono fermati all’angolo della strada, l’uomo ha iniziato a urlare dando dei pugni contro il muro, ma non ha mai toccato la figlia né l’altra ragazza”, aggiunge Flavio.

Qualcuno prende il cellulare e chiama il 112. Arrivano i carabinieri: e solo loro riescono a riportare la calma. “Sono stati davvero bravi, ma i militari non hanno potuto fare molto: si sono fatti raccontare quanto accaduto ma alla fine la ragazza che ha preso lo schiaffo in faccia non ha voluto denunciare l’aggressione, mentre l’altra non era stata neppure toccata dai genitori e quindi i carabinieri non hanno potuto procedere in alcun modo”. E quella denuncia fino a ora non è mai arrivata in caserma. Intanto sulla Rete (il primo a raccontare quanto accaduto è stato su Fb ‘omofobiastop’) i commenti si rincorrono da un social network all’altro.

Ma per la comunità Lgbt la cosa sarebbe potuta andare diversamente se ci fosse stata una legge contro l’omofobia (la proposta è ferma in commissione Giustizia al Senato). Tant’è che Imma Battaglia, storica attivista per i diritti Lgbt, spiega: “E’ l’ennesimo atto di follia omofoba che ci fa male al cuore. Servono politiche sociali e culturali per accompagnare le famiglie ad accogliere e comprendere l’amore dei propri figli omosessuali. Ma serve anche un provvedimento, una legge che è doverosa, perché nessuno possa più

sentirsi violato nel proprio intimo, nel proprio essere”. Mentre Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, chiede che “la sindaca Raggi incontri la ragazza aggredita dai genitori alla Gay Street: un gesto di solidarietà di tutta la città contro l’omofobia che colpisce molti giovani”. Lunedì dalle 17 alle 19 l’Agedo, l’associazione dei genitori arcobaleno, farà un presidio di solidarietà per le due ragazze davanti al Coming Out.

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