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23 mar

Roma, gli “occhi” sulla città: ecco dove si trovano le 7mila telecamere

“Se avessimo avuto le immagini delle telecamere, avremmo già rivolto il caso”. Quante volte carabinieri e poliziotti si sono trovati a ripetere questo ritornello? E quanti casi sono stati risolti grazie ai frame catturati da un occhio elettronico? Per imprimere una svolta alla sicurezza della capitale, il ministero dello Sviluppo economico e la Regione hanno deciso di puntare sulla videoserveglianza. Nei prossimi mesi, infatti, verranno cablate le nuove telecamere individuate dal Mise e da Lazio Crea, partecipata della Pisana. La prima mappatura degli occhi elettronici della capitale rimasti fino a questo momento inutilizzati ha fatto saltare fuori dal cilindro più di 7.000 nuovi impianti, da aggiungere ai 1.300 già collegati al “Grande Fratello” installato nella Sala Sistema Roma.

I ministeri, le sedi delle più importanti società controllate dal Comune e dal Campidoglio, le banche e le filiali di Poste Italiane: il progetto di videosorveglianza del Tavolo per Roma voluto dal ministro Carlo Calenda e finanziato con fondi dello stesso Mise, del Viminale e della Pisana raccoglie impianti pubblici e privati in tutti i municipi, fino a Ostia.

Soltanto in centro storico ne sono stati trovati 919 ancora ” silenti”, mentre all’Appio-Tuscolano sono 860 le telecamere da collegare. Ancora ci sono le 671 del V municipio e le 649 del VI municipio, quello di Tor Bella Monaca e Torre Angela. Seguono i 626 del II, circoscrizione che comprende anche quel quartiere Trieste dove negli ultimi due mesi si sono fatte vive con una certa insistenza baby gang a caccia di coetanei. Il conto finale delle videocamere dislocate nei 15 municipi è di 5.925 dispositivi. Altre 1.071 sono appena fuori dal confine del Comune.

Il problema, a fronte di un investimento da 1,5 milioni e di un progetto che dal Mise spiegano essere ” in continuo aggiornamento “, a questo punto è connettere gli impianti appena censiti con le sale operative delle forze dell’ordine. A gestire questa delicata fase sarà palazzo Valentini: già la prossima settimana la prefetta Paola Basilone incontrerà Comune e Regione per inaugurare un Comitato di controllo sulla videosorveglianza. Un nuovo tavolo che dovrà trovare un modo per integrare software che in questo momento non comunicano tra loro e gettare le basi per ampliare un sistema per ora studiato per sostenere un massimo di 1.500 telecamere. Dalla prefettura,

allora, dovrà uscire un progetto condiviso da presentare al bando del Viminale che, a livello nazionale, per i prossimi due anni assegnerà 30 milioni di euro per la sicurezza.

Il lavoro sulla videosorveglianza, allora, continua: da una parte il Mise e la Regione continueranno ad approfondire il censimento, dall’altra il Comitato di controllo dovrà farsi trovare pronto per non perdere gli stanziamenti messi in palio dal ministero dell’Interno.

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