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5 set

Roma, il caso Muraro incrina il fronte dei fedelissimi: “Ora Raggi dica la verità”

OGNI giorno sembra ormai essere quello più lungo per Virginia Raggi. Perché gli scossoni alla già malconcia giunta a 5Stelle arrivano ormai senza soluzione di continuità. Così anche sfogliare i curriculum dei pretendenti alla poltrona di capo di gabinetto, di direttore generale di Atac e di amministratore unico di Ama è diventata un’impresa sovraumana. Stop, interruzioni, imprevisti: l’ultima bomba esplosa a palazzo senatorio porta il nome dell’assessora alla Sostenibilità ambientale Paola Muraro. Arrivata a metà mattinata in Campidoglio, entrando da un ingresso laterale, è sfuggita ai cronisti. Salite le scale di palazzo Senatorio fino all’ufficio della prima cittadina, la delegata alla delicata partita dei rifiuti è rimasta a colloquio con Virginia Raggi per qualche minuto. Poi ha ripreso a perfezionare la difesa da portare in commissione parlamentare Ecomafie. Senza passare in giunta. Prevista per le 15, la riunione della squadra di governo del M5S è slittata alle 19.30.

Il rinvio, proposto e ottenuto per lasciare tempo a Muraro e Raggi di farsi passare ai raggi x dagli onorevoli e dai senatori di palazzo San Macuto, non è comunque bastato per consentire agli altri delegati della sindaca di avere un confronto con la prima cittadina e l’assessora sotto inchiesta per abuso di ufficio e reati ambientali. Già, perché dopo aver rivelato in audizione di essere entrambe a conoscenza da luglio dell’indagine a carico di Muraro, l’inquilina di palazzo Senatorio e la titolare dell’Ambiente non sono tornate in Campidoglio.

È stato il vicesindaco Daniele Frongia a gestire una surreale riunione a ranghi ridotti: il tempo di nominare due collaboratori che si occuperanno di comunicare le attività della sindaca (sono Ghislana Caon e Massimiliano Castiglione e guadagneranno tra i 30mila e i 40mila), di salutarsi e la seduta si è chiusa. Non senza qualche mugugno. Sembra che il delegato all’Urbanistica Paolo Berdini sia stato sul punto di rassegnare le dimissioni per poi essere convinto ad attendere un confronto con Virginia Raggi. Sfiorato il collasso, sotto la pioggia è stato l’assessore al Commercio Adriano Meloni a commentare le ultime news: “Ho saputo dell’indagine su Paola Muraro dai giornali. La sindaca? Non ci aveva detto niente. Ci rivedremo per parlarne? Credo di sì, la situazione va valutata”. Silenziosa la sfilata del collega titolare della Cultura, Luca Bergamo.

Altrettanto concitata la riunione dei consiglieri grillini in via del Tritone. Per ore hanno discusso del caso Muraro e dell’ultima nomina ratificata dalla sindaca. A parte degli eletti del M5S non è piaciuto l’accostamento tra l’ex procuratore regionale della Corte dei conti del Lazio Raffaele De Dominicis e l’avvocato e dominus della prima cittadina Pieremilio Sammarco. Tornando sull’assessora, i consiglieri hanno cominciato a interrogarsi sul futuro dell’ex superconsulente di Ama. Due i fronti: gli attendisti hanno chiesto a chi invece spingeva per staccare immediatamente la spina di controllare cosa c’è scritto nelle carte dei pm. Tra questi il presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito: “Bisogna vedere le carte e capire quali sono i contenuti. Poi si prenderanno le decisioni con calma. Sul sindaco la fiducia è confermata al 100 per cento, sull’assessora Muraro sarà la stessa Virginia, e comunque con tutti, a fare le opportune valutazioni”. Stessa posizione per Pietro Calabrese e il capogruppo Paolo Ferrara: “Aspettiamo di vedere questo avviso di garanzia. Siamo sempre uniti”.

Ancora, Alisia Mariani: “Sulla Muraro non so, ma in Virginia abbiamo fiducia”. Quindi il turno di Daniele Diaco, presidente della commissione Ambiente e consigliere più vicino all’assessora sotto inchiesta: “Ce lo dite voi che Virginia lo sapeva. Noi non ne sapevamo

nulla. Rimane la fiducia a Muraro e alla sindaca. Stiamo portando avanti un lavoro ottimo. A me interessa far contenti i cittadini. Non mi crea problemi lavorare con l’assessora. Anzi”.

Chiusura con Enrico Stefàno: “Non ho seguito l’audizione in Ecomafie. A me la sindaca non aveva detto nulla. Non ho visto le carte. Muraro è un grande assessore. Personalmente non è un problema che Virginia non mi abbia informato che Muraro fosse indagata”

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