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28 mar

Roma, il disastro dei filobus: altre tre vetture ko. “Senza rete non vanno”

“I filobus funzionano anche senza linea elettrica e il percorso è stato valutato anche in relazione all’autonomia dei motori”: così Atac risponde alle proteste e ai dubbi degli autisti sulla sicurezza dei filobus inaugurati lunedì e usati, per larga parte del tragitto, come normali autobus con motore a gasolio e non con la linea elettrica.

Proteste ribadite anche ieri con una lettera alla sindaca: “Chiediamo l’apertura del corridoio di via Laurentina e che i filobus siano usati per lo scopo per cui sono stati acquistati e progettati – hanno scritto gli autisti di Tor Pagnotta e Montesacro – senza una rete elettrica i mezzi sono sottoposti a continui sforzi e a eccessiva usura che a breve termine può tramutarsi in danni irreparabili e ingenti costi di manutenzione”.

Detto, fatto. I filobus continuano a rompersi e a costituire un problema di sicurezza per chi ci lavora e per gli utenti, così come annunciato alla vigilia e documentato già da ieri da Repubblica. Dopo le 4 vetture rotte durante l’inauguration day, ieri tre filobus hanno accusato guasti al motore e alle centraline. Il primo sul 60 alle 5 di mattina, sulla Colombo, altezza largo Loria, mentre la vettura si recava – al di fuori della linea elettrica – dal deposito di Tor Pagnotta al capolinea di Porta Pia per prendere servizio: il motore si è bloccato e la vettura è stata riportata in deposito. Gli altri due casi sul 90, sulla Nomentana, durante il percorso elettrico: a causa di un guasto alle centraline la prima vettura non riusciva a passare alla corrente elettrica. Infine una terza costretta viaggiare con le porte aperte: immediato lo stop e il rientro in deposito.

In sostanza siamo al secondo giorno e le vetture ferme ai box sono già sette su quindici. E ci rimarranno ancora: l’azienda non ha meccanici specializzati per riparare filobus di ultima generazione e il contratto di manutenzione, affidato al costruttore Breda Menarini, parte fra un mese. A gettare acqua sul fuoco è il presidente della commissione mobilità, Enrico Stefano, che parla di “guasti fisiologici dopo anni di abbandono. I filobus sono operativi, abbiamo impresso una svolta”. Ma questo è solo uno dei problemi del trasporto pubblico: in tre mesi almeno sei autobus sono andati in fiamme in piena corsa, per fortuna senza conseguenze sui passeggeri. Con l’aumento delle temperature i casi potrebbero aumentare: a lanciare l’allarme sono i lavoratori di Atac, che ieri hanno scritto al sindaco e all’amministratore dell’azienda Manuel Fantasia. “Abbiamo denunciato il problema ma non è servito. La dirigenza deve farsi carico della carenza di

organico e della mancanza di pezzi di ricambio”. Il problema riguarda soprattutto le vetture Mercedes delle rimesse di Portonaccio e Acilia: sono le più vecchie, hanno più di dodici anni e a causa dell’usura la coibentazione delle marmitte presenta piccole crepe nelle quali defluiscono nafta e olio che in caso di alte temperature, prendono fuoco. “L’azienda deve intervenire prima che avvenga una tragedia – concludono i lavoratori – la misura è colma”.

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