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27 mag

Roma, il safari senza “zebre”: con le strisce sparite pedoni come prede

Nella Roma soffocata dall’immondizia, dai topi e dai gabbiani, non c’è traccia delle “zebre”. Strisce pedonali venute via con la pioggia dell’inverno e l’usura naturale del via vai delle auto. Così, dal centro alla periferia, il pericolo è costante: per i pedoni e per chi è al volante. Per il momento le uniche riverniciate a nuovo sono di fronte ad alcune scuole. Meglio tardi che mai, visto che la campanella per le vacanze è quasi pronta a suonare la ritirata estiva. Ma a parte pochi incroci e qualche strada il “vedo non vedo” è la costante: strisce cancellate, sbiadite, scolorite quasi ovunque.

Chi deve riverniciarle? Il Comune, naturalmente. E i municipi. Il Campidoglio ha in carico le strade più grandi, i minisindaci quelle più piccole. Il che vuol dire che da sempre a Roma c’è una costante mancanza di sincronia, nei tempi e nei colori. Un esempio? Via Trionfale. Nella grande arteria che attraversa Monte Mario molti tratti da qualche giorno sono stati riverniciati a nuovo. Ma basta fare pochi metri più in là ed ecco via Igea e di strisce neanche l’ombra.

Dal I municipio, che ingloba anche quel tratto di strade a ridosso della Panoramica, ammettono il ritardo. Dovuto agli stanziamenti. Anche se, spiega la minisindaco Sabrina Alfonsi: “Il primo appalto semestrale, 900 mila euro di cui 200 stanziati per la segnaletica compresa quella verticale, è finalmente partito”. Pochi soldi, comunque. “Per questo gli interventi – continua Alfonsi – andranno avanti a macchia di leopardo dando la priorità a quelli davanti alle scuole e agli incroci più pericolosi segnalati dai vigili urbani “. Così ecco comparire le strisce davanti alla scuola Di Donato all’Esquilino o alla Bitossi alla Balduina. Ma il viaggio fatto ieri da Repubblica, alla ricerca di attraversamenti visibili, è un safari senza “zebre”. Assenti nelle zone ad alta intensità turistica: non ci sono in via di Caracalla a corso Rinascimento. Sparite a Roma sud come a Roma nord: dall’Eur a piazza Bologna, dall’Esquilino a Vigna Clara. Inesistenti a San Paolo, in via Cristoforo Colombo, a piazzale della Radio, in viale Marconi e a piazza Dunant a Monteverde.

Del resto, spiega Nathalie Naim, presidente della commissione Bilancio in I municipio “la maggiore scarsezza di fondi dati dal Comune per svolgere le proprie competenze si riscontra proprio nei lavori pubblici. Una situazione emergenziale: solo 1 milione e 800mila euro per la manuenzione di 600 chilometri di strade, la cosiddetta viabilità “locale” del Centro storico che accorpa ormai anche l’ex municipio XVII”. Cuore di Roma, ancora più delicato se si pensa che il 60% del manto stradale è di sampietrini.

Per un carico urbanistico fatto da bus turistici, milioni di turisti, mezzi pesanti che riforniscono locali e negozi. Senza contare manifestazioni ed eventi. Briciole dunque, quel milione e poco più che arriva dal Campidoglio. “L’ufficio tecnico – continua Naim – stima che per far fronte alle competenze servirebbero 40 milioni, per un territorio in grave dissesto. Solo per cominciare un’attivita di programmazione e manutenzione ne occorrerebbero 12 di milioni”.

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