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8 ago

Roma, il tappeto di foglie che intasa i tombini: “Alberi in sofferenza”. Comune: “Al via pulizia straordinaria”

Secche, appassite, a terra. Fanno quaranta gradi e siamo a metà agosto, ma è come se fosse pieno autunno. È questa la situazione delle foglie in città. Anziché rimanere, verdissime, sugli alberi, formano un manto marroncino sui marciapiedi e in strada. Un rischio non solo per chi scivola, ma anche per le caditoie che si stanno otturando: alla prima pioggia, se nessuno finalmente le rimuoverà, la città potrebbe allagarsi. Si è parlato proprio di questo a fine luglio, nella riunione mensile nella quale l’assessorato all’Ambiente richiama tutti i municipi a rapporto per verificare le situazioni dei territori capitolini. «L’Ama e l’assessora Pinuccia Montanari — spiega l’assessora all’Ambiente del municipio I, Anna Vincenzoni — ci hanno chiesto dove intervenire urgentemente».

Tutta Prati, il lungotevere, Sallustiano (tra cui via Veneto) e alcune vie dell’Esquilino sono i punti dove le foglie secche abbondano e creano disagi. Nomentana, Tiburtina e le aree intorno a piazza Bologna sono invece le zone critiche nel II municipio, così come viale Jonio nel III. Non va meglio anche in periferia: nell’XI municipio, tra Marconi e Magliana, le foglie secche invadono la pista ciclabile. Foglie a terra a Monteverde Vecchio, da via di Donna Olimpia a via Ozanam, dove le alberature sono da anni colpite dalla Galerucella, coleottero defogliante che mangiucchia gli arbusti. Viale Tor di Quinto, via Ronciglione e via Cassia, nel XV municipio, sono tappeti di foglie.

Ma perché, in pieno agosto, le foglie cadono? Loretta Gratani, direttrice dell’Orto Botanico, docente di Biologia ambientale alla Sapienza ed esperta degli stress di origine abiotiche che colpiscono l’ambiente, spiega: «Sono due le ragioni di questo fenomeno. La prima è legata all’aridità, ovvero all’elevata temperatura di questo periodo, associata alla mancanza di pioggia». Cosa che ha causato uno stress idrico alle alberature della città, dai platani ai lecci, fino ai pini; «solo le palme, per ora, stanno bene», aggiunge l’esperta. «La seconda ragione

è relativa alle stagioni: abbiamo avuto un inverno con poche giornate di freddo, alternate ad altre con clima più mite. La primavera, dunque, è cominciata presto ed è stata lunghissima: già da febbraio gli alberi hanno cominciato a mettere le foglie. Ciò ha portato le piante a consumare più riserve del normale». Soluzioni percorribili? «Non ce ne sono — aggiunge — si dovrebbe innaffiare. Speriamo piova presto».

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