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6 mar

Roma, il Tar boccia il Comune: nessuna demolizione nella casa delle suore al’Esquilino

Nessuna demolizione nella casa generalizia delle suore all’Esquilino. E nessuna sanzione da pagare. Il Tar del Lazio ha bocciato il provvedimento con cui, il 29 agosto scorso, il I Municipio aveva imposto alla congregazione Figlie della misericordia del terzo ordine regolare di San Francesco di abbattere una serie di presunti abusi edilizi realizzati nella loro sede e di pagare appunto anche una sanzione di 15mila euro.

La determina dirigenziale del Municipio presieduto da Sabrina Alfonsi, del Pd, è stata subito impugnata dalle suore. Quest’ultime, una congregazione fondata nel 1920 in Croazia dalla Beata Marija Petkovi, hanno sostenuto di non aver cambiato nulla nella casa generalizia dal momento dell’acquisto di quell’edificio nel 1969. Soprattutto di non essere responsabili di abusivismo edilizio. Secondo il I Municipio, nell’immobile di via Giuseppe Passalacqua, nei pressi della basilica di Santa Croce in Gerusalemme, le religiose avrebbero fatto abusivamente ampliare un manufatto presente sul terrazzo, aprire due nuove finestre, chiuderne una terza, demolire e ricostruire in maniera difforme una scala, e realizzato, sempre senza alcuna autorizzazione, delle tramezzature finalizzate a ricavare nuovi vani.

Presentato ricorso al Tar, il legale delle suore, l’avvocato Federico De Angelis, ha però sostenuto e dimostrato che tutte le opere contestate erano già state realizzate nell’edificio al momento dell’acquisto, con tanto di perizia giurata e foto del 1960 e del 1981. Non essendo stata portata da Roma Capitale alcuna prova del fatto che quei manufatti sarebbero invece stati realizzati dopo la fine

degli anni ’30, dunque dopo l’ultimazione dell’edificio, l’ordine di demolizione e di pagamento della sanzione è stato così annullato dai giudici amministrativi, che hanno anche criticato la carenza di istruttoria e motivazione nel provvedimento preso dal I Municipio. Vittoria su tutta la linea per le suore, a cui Roma Capitale dovrà anche risarcire mille euro di spese. Insomma con “mattone selvaggio” le religiose non c’entrano.

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