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3 giu

Roma, imbrattata la lapide di Ciro Esposito a Tor di Quinto

Imbrattata di vernice la lapide per Ciro Esposito sistemata a Tor di Quinto.A dieci giorni dalla sentenza di primo grado con cui i giudici della Corte d’Assise hanno condannato a 26 anni di carcere Daniele De Santis per omicidio volontario, la lapide sistemata sul luogo del ferimento, che 53 giorni dopo ha provocato la morte del tifoso partenopeo, è stata imbrattata di vernice rossa. A denunciare l’atto di vandalismo attraverso il social network Facebook è stata “l’Associazione Ciro Vive”, che mostra appunto lo scempio attraverso la foto della targa completamente imbrattata di vernice rossa.

“Ecco la fine che ha fatto la targa che era stata apposta da circa due mesi in Viale Tor di quinto dove Ciro fu ammazzato -si legge nel post di denuncia su Fb – E’ diventata rosso sangue…Dopo che media e stampa l’hanno pubblicizzata qualcuno ha pensato bene di infangare ancora una volta il suo nome e il suo ricordo ma #Cirovivenonostantelevostrecattiverie”.

In attesa delle motivazioni della sentenza a 26 anni di carcere (la procura aveva chiesto per De Santis l’ergastolo) per l’ultrà giallorosso, il suo legale ha già annunciato il ricorso in Appello definendo la sentenza “ingiusta, poiché non ha tenuto conto delle prove a sostegno della legittima difesa”.

Domenica mattina, fanno sapere dalla municipalizzata, la squadra Decoro dell’Ama provvederà a ripulire la lapide trovata imbrattata.

“Un gesto ignobile che accresce il dolore dei genitori, non solo privati di un figlio con un orrendo crimine, ma ora anche torturati psicologicamente. La lapide e’ stata ricoperta di rosso, come il sangue fatto versare a Ciro dalla furia bestiale dell’assassino”, questo il commento dell’avvocato Angelo Pisani, difensore della famiglia Esposito. Anche alla luce dell’episodio, il penalista rinnova la richiesta alla procura di “intensificare l’attività inquirente per identificare altri complici ed ulteriori responsabilità”.

E, nello stesso giorno dell’atto vandalico, a Napoli, nel centralissimo corso Umberto un giovane romano di 19 anni, tifoso giallorosso è stato ferito a un polpaccio da una lametta. Il giovane che era in gita con i genitori e il fratello più piccolo nella capitale partenopea, mentre passeggiava, intorno alle 12, lungo la strada si è imbattuto in un ragazzo che col mento gli ha indicato il grosso tatuaggio della Roma che aveva sul braccio, intimandogli di coprirlo. Simone, questo il nome della vittima, gli ha risposto che, indossando una T-shirt non poteva farlo in quanto non aveva le maniche lunghe. Qualche metro più in là un uomo, stavolta incappucciato, lo ha ferito alla gamba con una lametta. Portato in ospedale dalla famiglia, il diciannovenne

ha riportato solo una lieve lesione e non è grave. Ne avrà per 15 giorni.

Ancora una volta, la fede calcistica, ha prevalso sul buonsenso, malgrado l’auspicio della mamma di Ciro Esposito che, poco dopo la lettura della sentenza a 26 anni di carcere, il 24 maggio scorso disse: “Spero che la condanna serva da monito perché queste violenze non si ripetano più. Il calcio e lo sport sono vita, non morte”.

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