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18 mar

Roma, incassi del Comune rubati: condannate due impiegate del II municipio

Si facevano pagare in contanti e poi, invece di trasferire tutto nei conti del Comune come assicurato a chi si presentava al loro sportello, intascavano le somme versate per l’occupazione di suolo pubblico. Ora, però, due impiegate del II municipio dovranno restituire quanto sottratto al bilancio capitolino. La sezione giurisdizionale della corte dei Conti del Lazio ha condannato Mara Piras e Augusta Ficorella a un risarcimento da 23 mila euro nei confronti del Campidoglio.

Le indagini della procura contabile, portate avanti anche in sede penale dai colleghi di piazzale Clodio, sono partite dalla denuncia dell’ex dirigente municipale Paolo Cafaggi. Il manager pubblico, preoccupato da un buco in bilancio da 68mila euro, si è messo a rifare i conti. Per scoprire che, come si legge nella sentenza, “17 depositi cauzionali non risultavano versati nelle casse del municipio” e che “i fascicoli riguardanti le occupazioni di suolo pubblico erano tenuti in maniera disordinata”. Di più, per aggirare i controlli, i pagamenti venivano richiesti in un’unica soluzione anche se dovuti per pratiche distinte. Così, nel municipio di via Dire Daua, i conti sono diventati un vero pastrocchio.

Finiti gli accertamenti, acquisite le testimonianze rilasciate dai cittadini truffati ai pm della procura, la corte dei Conti ha accertato che almeno 23 dei 68 mila euro sono stati certamente fatti sparire dalle due dipendenti. “Risulta provato – concludono i giudici – che le convenute

ottenevano il pagamento in contanti degli oneri di urbanizzazione, attività già di per sé illegittima in quanto le stesse non erano competenti per il maneggio di contanti, e successivamente non lo versavano alle casse del municipio, come prospettato invece in sede di consegna del denaro ai cittadini interessati. Tale attività era condotta con dolo e con l’evidente intento di sottrarre denaro pubblico alle casse del Comune”.

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