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27 ago

Roma, insulti razzisti dal baby tifoso. Jesus si ribella “Paghi il padre”

Schierato fuori ruolo, in difficoltà per gran parte della partita, Juan Jesus ha vissuto 90 minuti da incubo contro l’Inter allenata dal suo ex coach Luciano Spalletti. Dopo la sconfitta di sabato sera della Roma all’Olimpico, però, il difensore giallorosso arrivato lo scorso anno nella capitale proprio dai nerazzurri ha dovuto incassare un colpo ancora più doloroso.

Tornato a casa, ha dato uno sguardo al suo profilo Instagram. Tra i messaggi privati, anche gli insulti razzisti di un baby “tifoso”: “Brutto negro mongoloide la prossima partita la vedi col cannocchiale visto che per fermare Perisic (diretto avversario per tutto il match, ndr) ti ci voleva l’autovelox “.

Immediata la replica del centrale difensivo carioca. Per tutta risposta, sullo stesso social, il numero 5 della Roma ha pubblicato una foto del fan in discoteca con gli amici: “Il futuro è in buone mani – ironizza con una buona dose di amarezza Jesus – la denuncia per i tuoi sta arrivando caro mio”.

Questa volta, almeno a giudicare dal tenore dell’intervento pubblicato ancora una volta su Instagram soltanto qualche secondo dopo l’annuncio della denuncia, il giocatore deve aver deciso di non sorvolare più sugli attacchi a sfondo razzista subiti sul web. Scritta bianca su sfondo nero: “Vorrei lasciar perdere ma non posso”.

L’ultimo messaggio postato da Jesus si chiude così: “In un mondo pieno di preconcetti e guerre se posso fare qualcosa per cambiare il futuro lo farò. Perché ho dei figli e non voglio un futuro con persone

brutte così insieme a loro. Basta”. Già nelle prossime ore il difensore potrebbe rivolgersi alle forze dell’ordine. Per lasciarsi alle spalle una brutta prestazione e, soprattutto, le parole vomitate sul web da chi si nasconde dietro un cellulare sentendosi in diritto di insultare pensando di farla sempre franca. Dai compagni, così come dai veri tifosi, sono arrivati immediatamente messaggi di solidarietà al giocatore brasiliano. Che prepara la denuncia.

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