Largo Brindisi, 18 - 00182 Roma - Tel. +39 06.70476902 - +39 338.6867391 - casamartinezroma@gmail.com

Single Blog Title

This is a single blog caption
4 feb

Roma, la blindatissima assemblea cittadina del meet up 5S

Alla fine ha prevalso la ‘linea Grillo’. Gli attivisti riunitisi nella blindatissima assemblea cittadina dei meet up pentastellati della capitale, organizzata per la prima volta in tre anni in stile rigorosamente ‘no logo’ e tecnica e con iscrizioni online riservate agli attivisti, con tanto di controllo dei documenti all’ingresso, hanno ingoiato il rospo e seguito le indicazioni del fondatore, evitando il tanto temuto processo alla sindaca Virginia Raggi e alla sua giunta ma tradendo comunque in più riprese il malcontento che serpeggia nella base.

A delineare da subito l’atmosfera dell’assemblea, sono state le battute dei relatori ‘tecnici’, come Salvatore Serra, esperto della piattaforma meet up – “in linea con le disposizioni dell’assemblea quello che vedete è un ologramma e non persona vera” – e Cristiano Alviti – “posso muovermi?” – ma è con gli interventi dei rappresentanti municipali, introdotti dal video del celebre discorso allo spogliatoio di Al Pacino in ‘ogni maledetta domenica’, che l’incontro si è acceso: “C’è poca interazione fra i tavoli di lavoro con la giunta e i consiglieri: una carenza strutturale che comporta poi l’inefficacia dell’azione degli iscritti”, ha detto un applauditissimo Pino Giacomino, del III municipio. “Per gli attivisti è un momento di confusione, non c’è un dialogo sufficientemente proficuo con i portavoce, con tutti gli eletti rileviamo uno scollamento”, ha aggiunto.

Anche per Danilo Barbuto, IV municipio, “c’è stato un progressivo allontanamento dei portavoce dagli attivisti perchè sono molto impegnati nelle istituzioni e quindi constatiamo il diradarsi degli incontri”. Barbuto ha tenuto a fare un distinguo: “Noi siamo la base ma non siamo il M5S, il movimento sono i portavoce e i nostri tutori Beppe Grillo e Davide Casaleggio”. In V municipio, ha spiegato Gianni Paolo, “speriamo in una maggiore sinergia fra portavoce e attivisti”, mentre secondo Andrea Passelli, del VI, “serve rielaborare metodologie e processi che sono alla base della partecipazione democratica dei cittadini”.

Ma l’assemblea, a cui hanno partecipato, fra i circa 500 attivisti prenotati, anche consiglieri comunali – come il capigruppo Ferrara, Calabrese, Montella, Guerrini, Grancio, Agnello, Zotta e Di Palma – e regionali (Barillari e Perilli), è stata contestatissima per la natura blindata e ingessata stabilita dagli organizzatori: “Il palco vuoto, un solo piedistallo con un microfono per la lettura delle relazioni. Gli interventi dei relatori dovranno essere inviati preventivamente, gli interventi propositivi non sono comunque letti dagli autori… Trovo qualcosa di spettrale in queste prescrizioni. Se pensiamo poi ai V-Day, alla massima libertà di parola e partecipazione che il M5S propugna qualche dubbio mi viene sul fatto che coloro che interverranno debbano essere tenuti sotto tutela ed imbrigliati”, lo sfogo di un attivista di nome Giuseppe. Si accoda Luigi: “Se fai un’eccezione alla regola, cancelli la regola. Cit. Gian Roberto Casaleggio”

Diretta la replica di Claudio, uno dei principali organizzatori dell’evento: “Se conoscessi alcuni personaggi che bazzicano il movimento romano, capiresti per quale ragione vogliamo tutelare al massimo quest’assemblea no logo. Quella che chiami blindatura è una cautela dovuta a causa dei numerosi incursori, detrattori, infliltrati che abbiamo a roma, sempre pronti a denigrare l’operato altrui e dileggiare la proattività di alcuni”. Ma così, interviene Gianluca, “è stato notevolmente depotenziato l’effetto partecipativo dell’assemblea. La partecipazione attiva è fondante nei meet up, nel movimento. Scegliere di non fare per evitare strumentalizzazioni è far vincere chi è contro l’assemblea. Un gran peccato

dopo tutto l’impegno per organizzarla. A me resta la sensazione che ad un certo punto si sia deciso di tirare il freno…”. A questo punto, Claudio interrompe la discussione: “No, si è deciso di escludere relazioni che non fossero tecnico-operative, come concordato. Chi le ha modificate parlerà. Ci sono già abbastanza rogne in città, non facciamo diventare un’assemblea propositiva come questa l’ennesimo contenzioso tra questo e quello”.

es_ES
it_IT
en_US